La prola ‘zibaldone’ vuol dire ammucchiata.
L’etimologia è incerta, da illirico o greco, più probabile l’origine greca come sempre.
Leopardi cominciò a datare i suoi Pensieri nel 1818; li stese su foglietti ripiegati che costituiscono il manoscritto originale, conservato a Napoli.
Antonio Ranieri, amico di Leopardi, li salvò per anni, chiusi e protetti e cosparsi di fiori, un profumo reale combinato a quello simbolico degli scritti.

Se si volesse astrarsi dall’attualità e dal rumore della mondanità, la scelta dei Pensieri è terapeutica al massimo. Non necessita una lettura continuata, anzi saltare da un argomento all’altro è il maggior piacere.

Giacomo Leopardi
Zibaldone di pensieri
Garzanti