Un neonato sotto il filo spinato che separa oggi la frontiera tra Serbia e Ungheria.

Racconta e descrive la più grande ondata migratoria degli ultimi anni il lavoro di Warren Richardson, fotoreporter indipendente australiano,vincitore dell’World Press Photo 2016.

Scattata il 28 agosto 2015, nei pressi di Röszke, fa parte di un più ampio progetto volto a descrivere il viaggio compiuto dai rifugiati che, in un’ondata migratoria senza precedenti, si muovono dal Medio Oriente verso l’Europa.

Il progetto premiato, in particolare, esamina i transiti attraverso il confine ungherese.

“Quella notte, dopo cinque giorni in un campo profughi ho visto un gruppo di circa 200 persone che si muoveva nascondendosi tra gli alberi, lungo la barriera del filo spinato. Mandavano le donne e i bambini e le persone anziane davanti. Abbiamo giocato tutta la notte al gatto e al topo. Erano circa le tre del mattino quando ho scattato la foto e non potei utilizzare il flash perché la polizia poteva vedere quella gente. Scattai al chiar della luna”.

Tra i premiati anche gli italiani Francesco Zizola per Contemporary Issues con l’emblematico “In the same boat” e Dario Mitidieri con “lost family portrait”, nella categoria People.

Per Zizola si tratta del settimo riconoscimento ottenuto nelle diverse categorie nel corso della sua carriera, oltre alla vittoria assoluta del 1996 con un progetto che documentava il dramma delle mine antiuomo in Angola.

@Antonietta Usardi

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