Oggi è una buona giornata, ho davanti a me Vita da uomo, vale a dire la prima traduzione di The catcher in the rye, o Il giovane Holden, che dir si voglia. Era il 1952 quando l’editore Casini lo pubblicò, nove anni prima di Einaudi, ovviamente senza ottenere il minimo successo. Purtroppo non so molto altro, non so come e attraverso chi ci sia arrivato al Lungotevere Arnaldo da Brescia sede dell’editore romano, ma ovviamente sono molto divertito –  o forse qualcosa di più –  da poter  osservare l’oggetto. Il Van Gogh sulla sovracoperta, ad esempio. O la bandella che dice candidamente che il trentaduenne Salinger ha saputo “assolvere con ottimo risultato ciò che si era proposto, disegnare il suo personaggio, farlo disegnare da se stesso,  colto in una delicatissima età di passaggio, (…) intrappolato in quel vuoto pieno di ombra e senza eco che fa da intercapedine fra le comodità e la sicurezza di una fanciullezza ben protetta e il mondo esterno degli adulti”. Commovente, a modo suo.

@Massimiliano Varnai

 

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