I paesi dell’est europeo hanno sempre esercitato un fascino particolare in letteratura. Dalla Mitteleuropa del ‘900 agli scrittori d’oggi, presenza e creatività sono sempre state costanti.
La difficoltà delle diverse lingue coinvolte accresce anzichè attenuare l’interesse. Sembra esserci un nesso tra le complessità linguistiche e i risultati della scrittura. E probabilmente è logico che sia così: sono lingue articolate e profonde e corrispondono al temperamento di chi le parla e scrive.

Francesco M. Cataluccio conosce a fondo queste culture. In Vado a vedere se di là è meglio lo dimostra.

Suddividendo incontri e memorie tra 22 città o luoghi, racconta le sue esperienze e passioni di studioso.
Il ‘di là’ è l’est, ma non solo. Oltre alla longitudine, troviamo il tratto comune della cultura ebraica: quasi una comunità sopranazionale che segna gli appartenenti, qualunque sia l’origine loro e dovunque la diaspora li abbia portati.
Viaggio affascinante, nel tempo e nello spazio, è il libro. Raro esempio di creatività che moltiplica l’efficacia del saggio.

Francesco M. Cataluccio
Vado a vedere se di là è meglio
Sellerio