Ecco un libro molto curioso quanto già irrimediabilmente costretto fare i conti con un presente che ha profondamente modificato le carte in tavola. L’autore e il suo editore. Le vicende editoriali di Hesse, Brecht, Rilke e Walser è un titolo Adelphi del 1988, in coedizione con Edizioni Valdonega. Spassoso nel raccontarci l’amore odio, la guerra e la pace fra alcuni grandi scrittori e i loro editori, ma anche curiosamente problematico nel proporci un’editoria che non c’è già più – quella cui fa riferimento nel primo lungo capitolo I compiti dell’editore letterario, l’editoria anni Ottanta, e un’altra – quella appunto dei Brecht e dei Walser – ancora più antica e lontana. Vi si leggono termini e concetti allora nuovi, come editore superfluo, libro malato, fine del supporto cartaceo.

Nella carrellata cui, va da sé, si assiste leggendo questo libro, viene un dubbio che lascio a voi risolvere: o l’editore e la sua figura, il suo ruolo, sono cambiati e mutati almeno dieci volte da che c’è la stampa, oppure l’editore è da sempre lo stesso, quello che, per Goethe che lo apostrofava come libraio, meriterebbe un inferno speciale, tutto per lui, distinto da quello degli altri peccatori…

@Massimiliano Varnai

 

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