“Una storia quasi soltanto mia” non è un saggio né un’autobiografia: è un’intervista, realizzata a dieci anni di distanza dallo scoppio della bomba in piazza Fontana.

Un’intervista in cui Licia Pinelli abbandona l’ abituale riserbo e libera finalmente pensieri e ricordi, proponendoci un’interpretazione di quegli anni così tragici per il nostro Paese, filtrata però dallo sguardo intimo e doloroso della propria storia personale e famigliare.

Un racconto lucido, privo di rancori, che delinea principalmente il ritratto e la vita di una famiglia proletaria dal secondo dopoguerra agli anni della strategia della tensione che destabilizzarono il Paese.

Licia Pinelli diviene, in queste pagine, testimone obbligata di un evento tragico che non rimase chiuso nel dolore famigliare ma divenne dolore collettivo, trasformando Pino Pinelli in un simbolo di lotta per ottenere verità e giustizia dallo Stato.

Un dialogo serrato, senza pause, da cui traspare come le vite di Licia e Pino siano trascorse nella politica, coinvolte dagli eventi della storia italiana seguendo valori di fratellanza e di una rivoluzione non violenta.

La franchezza, con cui Licia Pinelli racconta, nasconde la volontà di proteggere i propri sentimenti, ancora dolorosi, e mostra contemporaneamente la forza di una donna che non si è mai arresa e che da sola ha affrontato a testa alta tutti gli eventi processuali e politici, seguiti alla morte del marito.

Una battaglia che ha portato finalmente nel 2009 al riconoscimento, da parte di Napolitano, dell’innocenza di Pino Pinelli, definito vittima due volte, prima di infondati sospetti, poi di una fine assurda.

Un riconoscimento che per Licia significa un’intensificazione della ricerca della verità.

Sinossi

Licia e Pino si conoscono nel 1952: stessi ideali, stessi valori, l’amore. Licia lavora come dattilografa, Pino è un ferroviere anarchico. Entrambi si interessano alla politica attiva e la loro casa diventa un luogo aperto a tutti in cui si discute e ci si confronta. Tre giorni dopo la bomba alla Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano, Pino muore alla Questura di Milano, precipitato dalla finestra dell’ufficio del commissario Luigi Calabresi. Licia comincia la sua battaglia per ricostruire gli eventi che hanno portato alla morte del marito e ottenere giustizia.

“Una storia quasi soltanto mia” –

Giangiacomo Feltrinelli Editore settembre 2009

Licia Pinelli, Piero Scaramucci

Licia Pinelli (Senigallia 1928) arriva a Milano a due anni. Impiegata, sposa Giuseppe Pinelli nel 1955. Pochi anni dopo, nel ’60 e ’61, nascono le due figlie Silvia e Claudia. Dopo la morte del marito si impegna nella ricostruzione della verità per ottenere giustizia.

Piero Scaramucci (Praga, 1937), giornalista, inviato speciale della Rai dal 1961 al 1992, direttore di Radio Popolare dal 1992 al 2002. Dal 2004 al 2010 è stato vicepresidente del Corecom della Lombardia. Oggi è vicepresidente della sezione ANPI del quartiere Isola di Milano.

@Stefania Cappelletti

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