A dimostrazione del valore della creatività femminile e a difesa della condizione di vita delle donne, Virginia Woolf usa ironia e talento, grande cultura, nessuna pedanteria.

Il prato rasato proibito alle donne in un college a Cambridge; l’accesso alla biblioteca vietato se non in compagnia di un uomo; il lunch sopraffino su invito dei Dons, e la cena miserevole ospite delle professoresse (da notare, nella Woolf, la capacità di descrivere il cibo e farlo gustare con le parole, segno di carnalità, nascosta ma esistente); l’invenzione di una sorella di William Shakespeare (Judith) geniale come lui, ma evidentemente relegata in disparte, sono solo alcuni dei deliziosi spunti usati nello svolgere l’argomento.
La prova definitiva dell’importanza d’avere (metaforicamente e no) una stanza tutta per sé, è proprio lei, Virginia, donna-autore, donna donna.

Virginia Woolf
Una stanza tutta per sé
Mondadori