Girovagando per le fiere di settore, da qualche anno ormai è sempre più facile imbattersi in uno stand, per così dire, “pittoresco”. A catturare l’attenzione dell’avventore è l’esuberanza positiva di una giovane editrice che, diciamolo, oltre a proporre titoli sfiziosi e certamente nuovi sul panorama editoriale – finalmente! –, possiede il raro dono di far appassionare alla lettura. Tra un pensiero trascritto su un post-it, uno zerbino personalizzato all’ingresso dello stand, l’intestazione della casa editrice non poteva essere più che azzeccata: SuiGeneris!
Un giorno, incuriositi, anche noi abbiamo finalmente scambiato due chiacchiere con Oriana, giovanissima editrice, che ci ha raccontato la sua storia. Eccola!

Benvenuta Oriana. Sei forse uno dei più giovani editori, se non la più giovane, in Italia. Parlaci un po’ di te e di come è iniziata la tua avventura nel mondo dell’editoria.
Ho aperto SuiGeneris nel novembre del 2014 a ventitré anni. L’avventura è iniziata con i vari libri letti da ragazza fino alla volontà di trovare e pubblicare io gli autori. Durante questi tre anni i libri di SuiGeneris hanno trovato una loro veste grafica, una cerchia di lettori, e arrivano quotidianamente proposte e curriculum. Presto usciranno anche dei libri in traduzione. Quando ho aperto non sapevo se sarei riuscita a trovare gli autori e il canale per farli conoscere. Adesso i libri sono tredici e SuiGeneris si caratterizza per un’anima filosofica, una vena ironica, una tensione narrativa, un fare teatrale e uno slancio poetico.

Sul sito della casa editrice si legge: «Ogni autore è un genere a sé». Vuoi spiegarci meglio di cosa si tratta?
Il motto della casa editrice nasce da una riflessione sulla divisione in generi, utile per individuare caratteristiche ricorrenti nei testi, ma che ha creato cattive abitudini. Penso ai generi che sono stati considerati di serie B (il giallo, il rosa, la fantascienza), alla tendenza italiana a preferire i romanzi ai racconti, ai lettori che si concentrato su una sola tipologia di libri finendo per perdere curiosità sulle altre forme di scrittura. Le pubblicazioni di SuiGeneris sono dunque molto varie: si va da Storia della filosofia a sonetti poesia e filosofia insieme, a Il Mercante di Monologhi, opera teatrale. Inoltre diventa sempre più complicato e riduttivo inscatolare in un solo genere molti degli autori contemporanei. Sono da poco usciti due volumi per la Newton Compton I magnifici 7 capolavori della letteratura per ragazzi ben distinti dai I magnifici 7 capolavori della letteratura per ragazze. “Ogni autore è un genere a sé” è un modo per invitare a concentrarsi sulle qualità dell’autore, ad aprirsi a pubblicazioni atipiche e a non fossilizzarsi sul genere.

Che consiglio daresti a un ragazzo che si affaccia per la prima volta nel mondo dell’editoria?
Se si affaccia per la prima volta gli consiglierei di non perdersi in questo maremagnum o forse il contrario di perdersi cercando avidamente di informarsi e leggere il più possibile. Se il suo scopo è quello di lavorare, consiglio di avere delle competenze pratiche: smanettare con Indesign e Photoshop, leggere libri anche in lingua straniera, sviluppare delle idee che potrebbero interessare in maniera concreta all’editore, di frequentare le librerie indipendenti. Se vuole andare in totale overdose potrebbe farsi un giro alla Frankfurter Buchmesse e strisciare a fine giornata provando qualcosa di simile alla frase del diario di Virginia Woolf “too much, and not the mood”.

Che libro consiglieresti a chi ci sta leggendo?
Consiglio Diario di una molecola psicoattiva di Cristina Nori, una raccolta di racconti. Il narratore è particolare: si tratta della molecola che sta agendo nel corpo dei personaggi. Nel libro, accanto al numero di pagina, la formula chimica della dopamina che è prodotta oltre dagli stimoli fisiologici (come il sonno, il cibo, il sesso), anche dalla lettura e dall’ascolto della musica. Trovate sul sito www.edizionisuigeneris.it la playlist da ascoltare insieme al libro. Consiglio anche la prossima uscita Si innamoravano tutti di me e io del loro amore un libro di poesie, scritto da Fabrizio Sani. La raccolta è evocativa, in versi liberi, ma caratterizzati da una loro peculiare sonorità. I versi richiamano alla mente tante sensazioni: lo sfaldarsi degli ideali, il passare del tempo nel ripetersi dell’autunno, la differenza percepita tra disgraziati e privilegiati, il disorientamento quando si viaggia spesso, l’amore e il sentimento di perdita.

E-book: sì o no?
Ebook sì e no. Assolutamente sì per i numerosi vantaggi: la velocità nell’avere il libro che si vuole, la possibilità di portarsi in un rettangolino sottile molte scelte di libri che sarebbero su carta voluminosissimi. Oltre al fatto che c’è ancora molto da sperimentare con i libri in formato elettronico.
Ebook no, per il piacere che si ha nell’avere il libro di carta, nel farsi un giro in una libreria fisica e nel crearsi una propria senza il timore di cancellare tutto con un click.
Immaginate se non si pubblicassero più libri di carta e a un certo punto qualche sadico stronzo trovasse il modo di cancellare il sapere o di revisionarlo a suo piacimento. Ora non sarà mai il caso e non c’è bisogno di pensare che il mondo sia in mano degli hacker, ma perché rischiare?
Se un giorno resuscitasse l’Indice dei libri proibiti, e fosse vietato distribuire in ebook determinati titoli, mi farei seppellire accanto la mia libreria con Bradbury, Baudelaire, Boccaccio e molti altri.

A presto!


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SuiGeneris al Salone Internazionale del Libro – Torino 2016

Jack il Gallo

Salone Internazionale del Libro 2015


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