"Un sole arancione rotola per il cielo come una testa recisa…una luna maestosa si adagia sulle onde".
Le metafore sembrano congeniali agli autori dei paesi dell’est, e ad est è Odessa, città inventata come Pietroburgo.
A Odessa, nel 1894, è nato Isaak Babel’ (nella Moldavanka, quartiere che, per conto suo, era la più ricca metafora della città), ebreo russo, umanissimo carattere, autore meraviglioso di Racconti di Odessa e L’armata a cavallo.

Diceva Sklovskij che Babel’ "sapeva parlare con la stessa voce delle stelle e della sifilide".
Raccontatore nato scrisse di violenze e scelleratezze assimilando le vicende rivoluzionarie alla vita, essa stessa contraddizione tra crimini e dolcezze.
Per attenuare l’angoscia di ciò che narrava, e certo perchè questa era la sua natura, usava ironia e anche pietà.
Non ebbe pietà il potere comunista, che non poteva tollerare deviazioni dovute alla fantasia, e fucilò Babel a Mosca a soli 45 anni,

Isaak Babel’
Opere
Mondadori, Meridiani