“Chiedo umilmente, Signore, che Lei onori il mio libro, portandolo con sè in campagna.
Costì, se qualcuno mi dirà che il volume l’avrà fatta qualche volta sorridere, mi riterrò felice come e più di un ministro di Stato”.
Così Laurence Sterne si rivolgeva, nella dedicatoria dell’opera, a William Pitt il vecchio, ministro inglese in carica.

Possiamo fare nostro il consiglio di Sterne.
La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, è una deliziosa lettura in qualunque stagione. D’estate però, all’ombra di qualche grande quercia, è corroborante e ricostituente quanto di più non si può.
A riprova cito la frase d’attacco: “Vorrei che, sia mio padre sia mia madre, davvero tutt’e due, all’opera entrambi di buona lena, avessero pensato a ciò che stavano facendo mentre mi concepivano”.

Laurence Sterne
Tristram Shandy
Einaudi