Se leggete ora queste righe e sentire le ombre intorno a voi tremare inquiete come sotto una antica tortura… se le leggete al mattino e i sogni irrequieti e strani che avete fatto questa notte tornano a fremere nelle stanze più remote della vostra mente, è lo Scriba che ha iniziato a parlarvi, che vi invita ad ascoltare le sue storie. Storie di orrori profondi e inconsueti celati nelle forme che esitono dietro il velo della realtà, nelle scuole frequentate da strani studenti di insane dottrine, nei riti antichi dimenticati… orrori che ci circondano e che non vogliamo vedere…. nascosti nel buio e nella luce, nei cinema in sfacelo e nelle antiche case desolate, nelle illustrazioni crudeli di strani libri di preghiera, nei sobborghi di città decadenti e viziose, nelle nebbie crudeli di una primavera precoce….

Atmosfere decadenti, desolazione, la grande inquietudine americana arrivano a Libri Nuovi in Piazza con Lo Scriba Macabro (edizioni Elara) dello scrittore Thomas Ligotti, grazie ad Armando Accornero, patron di Elara.

In piazza il 20 dicembre, racconterà naturalmente il terzo volume della traduzione italiana (i primi due  sono Le Canzoni del Sognatore Morto e Teatro Grottesco) e ci spiegherà più da vicino il caso True Detective, in particolare delle somiglianze  tra il lavoro di Nic Pizzolatto, sceneggiatore della serie tv e l’opera proprio del Ligotti.

Scrive Accornero:

“Ma quali sono le influenze ligottiane in True Detective? Mi occupo da anni di Thomas Ligotti e ho tradotto la sua antologia fondamentale  I Canti di un Sognatore Morto pubblicandola con la mia casa editrice Elara e al mio orecchio alcuni passaggi di True Detective suonano stilisticamente molto ligottiani; esaminandoli poi  da vicino una tale impressione si rivela del tutto fondata su fatti concreti. Le maggiori analogie emergono in parti di dialogo in cui Nic Pizzolatto mette in bocca immagini estremamente evocative e visionarie al protagonista di True Detective Rust Cohle (Matthew McConaughey) mentre enuncia come sua riflessione filosofica una visione ipernichilista del Cosmo e dell’Uomo pericolosamente vicina a quella presente nei lavori di Ligotti.  Gran parte delle sue battute, è questa l’accusa mossa da chi sostiene l’ipotesi del plagio,  sono citazioni di passaggi tratti dallo scritto The Conspiracy Against the Human Race, un testo saggistico che raccoglie alcune riflessioni filosofiche di Ligotti sulle cose e sul mondo e ne sintetizza le visioni.”

@Redazione

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