Dopo il Mississippi, il Tamigi. Mario Maffi continua a essere attratto da correnti, limo, affluenti ed estuari.
E ha ragione, perchè le sue esplorazioni e i resoconti che ne seguono permettono un affascinante punto di vista che unisce natura, storia e costume.

Il Tamigi offre una quantità di spunti, almeno pari alla quantità di fiumi che lo formano, ai ponti che lo attraversano, alla società che lo vive (alta, bassa, derelitta), ai pubs che Maffi frequenta.
La particolare capacità dell’autore di coinvolgersi in situazioni e luoghi rende il suo racconto suggestivamente personale.
Sembra che vi scriva: da Greenwich, Westminster, Hampton Court, dal Trewsbury Mead, un campo dove il Tamigi nasce, o da Seven Springs, altra possibile fonte.
In lui avete un amico che esplora , indaga e spiega.
Lo fa con naturalezza invidiabile, ma allo stesso tempo, con una sicurezza che permette anche alle immagini più poetiche di esser basate sulla conoscenza più accurata.
"I fiumi non finiscono mai" dice Maffi. Speriamo.

Mario Maffi
Tamigi
ilSaggiatore