L’idea della Collana Le Sinopie de La Spirale è semplice: riprodurre quaderni, taccuini, appunti di scrittori o artisti, così da documentare – al modo, traslato, della sinopia – il passaggio precedente alla finalizzazione del pensiero, quello che si trova nella zona mediana fra l’ideazione, la prima formulazione, e la sua pubblicazione. La riproduzione fedele diventa quindi d’obbligo, perché ogni aggiustamento sarebbe già parte di una fase successiva.

Quanto si sia dilungata l’impresa editoriale non mi è chiaro; mi risultano, oltre il nostro di oggi, Renato Birolli, Taccuino delle Marche, numero 1 della collana, datato 1972, soltanto un titolo, Personaggi metamorfosi paesaggi, di Enrico della Torre, numero 2.  Mi spingerei a dire, anche con un po’ di rammarico, che la collana si è fermata qui.

Indubbiamente infatti è una bella operazione e il Birolli, con introduzione di Fagone, stampato al vero, è un bell’oggetto. Da sfogliare e provare a comprendere. Più tardi di qualche anno, Electa arrivò a riprodurre matericamente taccuini di artisti, in tutto e per tutto (o quasi) simili agli originali, come lo splendido cofanetto contenente i Carnets di Le Corbusier.

@Massimiliano Varnai

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