Noemi Veneziani (classe 1991), bibliofila, editor e articolista, coopera con Maremagnum e con la Virginia Woolf Project. In occasione del Salone della Cultura 2020, ha partecipato come relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita.

Liliana Rampello: il rovesciamento del disvalore di essere una donna

Avere la possibilità d’incrociare il proprio sguardo, seppur in maniera virtuale, con quello di Liliana Rampello, ospite di questo breve sipario, è un’occasione che non deve di certo essere sprecata specie per chi, come la sottoscritta, ha deciso d’investire il proprio tempo e le proprie forze nella diffusione della cultura nel mondo contemporaneo.

Lo stesso mondo in cui Liliana opera, figlia di un’epoca che le ha permesso di compiere una parabola di crescita non indifferente alle orecchie di chi ne sente raccontare oggi.

Tra le protagoniste e i protagonisti della vita universitaria della fine degli anni Sessanta, Liliana coltiva se stessa attraverso le letture condivise – pratica molto diffusa nei collettivi universitari dell’epoca – e lo studio della filosofia, materia in cui si laurea presso la facoltà di Bologna.

Durante gli anni di studio ella inizia a comprendere di poter fare della lettura un mestiere, così decide di restare in ambito accademico a fianco del proprio relatore, Luciano Anceschi, insegnante di Estetica dal 1952 al 1981 e direttore de Il Verri, giornale per cui anche Liliana produce alcuni saggi.

In qualità di assistente ai seminari, ella ha la possibilità di condurre liberamente le proprie lezioni a eccezione di quelle obbligatorie imposte dalla facoltà.

Teoria della letteratura è l’argomento che più appassiona Liliana, lo stesso che ella decide di sottoporre all’attenzione degli studenti con lo scopo di creare un costante flusso di pensieri, un continuo scambio di idee.

«Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, siamo stati lettori onnivori.»

Condizione, quella di colui che è aperto a qualsiasi genere di letteratura gli venga sottoposta per essere fruita ed esaminata, che le ha permesso di lavorare profondamente su numerosi aspetti relativi alla società e al modo di condursi in essa.

L’incontro che più l’ha segnata, ricorda Liliana, è stato senza ombra di dubbio quello con Walter Benjamin che ella ha amato molto e che l’ha portata nuovamente a una lettura già affrontata in precedenza, questa volta vissuta con una consapevolezza diversa che si è concretizzata nel saggio pubblicato per Pratiche Editrice – poi inglobata ne il Saggiatore – nel 1994 con il titolo La grande ricerca. Saggio su Proust.

Nell’immagine, da sinistra verso destra: Senza uscita, scambio di lettere tra due grandi autori della letteratura dell’Ottocento inglese, con la postfazione di Rampello, La grande ricerca. Saggio su Proust, un saggio del pensatore tedesco e Sei romanzi perfetti, un’opera in cui Rampello tratta il tema relativo alla produzione di Jane Austen

Durante la stesura del saggio, come se tutto fosse collegato da un sottile filo rosso, Liliana ritrova il contatto con Virginia Woolf, scrittrice incontrata appena maggiorenne ma che non era stata in grado di lasciare il proprio segno nel cuore della lettrice; condizione che si realizza invece durante questo secondo approccio in qualche modo mediato dalla presenza del grande letterato francese.

Se chi legge questo articolo ha un po’ di familiarità con la prosa di Woolf, è ben consapevole del fatto che al centro della sua narrativa non ci siano i fatti, bensì i pensieri, i ricordi, i momenti di vita di ciascun essere presente sulla Terra. Detto ciò, non stupisce che, dopo anni di letture appartenenti all’Ottocento francese, inglese e russo, approdare a Woolf sia stato un ostacolo difficilmente superabile.

Eppure, come afferma Liliana, dobbiamo sempre tenere a mente la straordinarietà di ciascun libro poiché «i libri sono incontri meravigliosi, casuali.»

Proprio per questa loro caratteristica, durante il femminismo italiano degli anni ’70 legato in particolare a quello di Carla Lonzi e della Libreria delle donne di Milano, essi diventano oggetto di studio per Liliana e per tante altre donne che, in quel periodo storico, ritornano a Woolf sotto una veste nuova, quella di saggista, scoprendo scritti straordinari e potenti come Una stanza tutta per sé e Le tre ghinee.

Ritornando a Woolf meglio equipaggiata rispetto agli anni della prima età adulta, Liliana inizia a sviluppare la consapevolezza sul fatto che Woolf non fosse solo una straordinaria pensatrice ma anche un’inarrivabile artista, aspetto che alcune correnti femministe dell’epoca non erano disposte a riconoscere nella scrittrice britannica.

Per esplorare meglio questo panorama, Liliana decide dunque di rimettere mano ai romanzi di Woolf per uscirne ammirata, ricca di una consapevolezza sul presente che fa propria e su cui inizia e continua a lavorare accanto a Woolf, artista che, tra i tanti e le tante affrontate da Liliana nel corso degli anni, figura tra coloro alle quali ella ha dedicato la maggior parte del proprio tempo e delle proprie forze scaturite nella pubblicazione di saggi fondamentali per chiunque abbia il desiderio di approfondire la mente e l’opera woolfiana.

In questi luoghi Liliana riesce a mostrare al lettore il volto intelligente, divertente e malizioso di una scrittrice passata alla storia per la sua immagine d’inferma suicida che, seppur vera, non ne costituisce la cifra stilistica.

A esempio dell’importante ruolo assunto da Woolf in qualità di pensatrice, Liliana documenta il suo essere stato crocevia tra le tante donne che l’hanno letta negli anni precedenti ai grandi movimenti femministi; tra le più celebri di esse, Simone De Beauvoir, scrittrice de Il secondo sesso, illuminante saggio di cui Liliana ha curato la postfazione in occasione della ristampa edita da Il Saggiatore per il cinquantenario della sua prima apparizione in Italia nel 1961.

Nell’immagine da sinistra verso destra: Qui giace un poeta, raccolta di racconti a cui anche Rampello ha dato il proprio contributo scrivendo circa i busti di Leonard e Virginia Woolf eretti e tutt’ora presenti nella casa di campagna a Rodmell, Monk’s House e Il canto del mondo reale e Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose la cui curatela è stata affidata a Rampello.

Dalla lettura dei diari e delle lettere, imprescindibili per conoscere realmente Woolf, se ne deduce la grande artista, condizione che l’ha poi resa una grande pensatrice e non il contrario, precisa Liliana.

Woolf ha vissuto con intensità e ha lavorato tanto spinta da una costante gioia di vivere come confermano i suoi contemporanei le cui testimonianze sono raccolte in un volume curato da Liliana ed edito, ancora una volta, per il Saggiatore: Virginia Woolf e i suoi contemporanei.

Insomma, nonostante si sia occupata di diverse figure note del panorama letterario europeo – il già citato Proust e Jane Austen, tra i tanti – il lavoro che Liliana ha svolto e continua a svolgere su Woolf è ampio e intenso.

Così come viscerale è l’amore che essa nutre per la lettura, condizione che si accompagna a una vasta biblioteca composta da libri che ella ama e che potrebbero rivelarsi degli ottimi strumenti per dare risposta a domande sorte perché, si sa, il lavoro intellettuale fa pensare e dal pensiero scaturiscono domande a cui poi bisogna dare risposta.

Negli anni, Liliana si è trovata a portare avanti una battaglia che tempo prima era stata anche quella di Woolf, una scrittrice che è riuscita a comprendere che alle donne non serve che venga apparecchiato un posto in più a tavola, perché quello c’è già, pronto per essere occupato come solo le donne sanno fare, quelle stesse donne che comprendono e accettano la dimensione maschile senza combatterla ma convivendo con essa riconoscendosi come qualcosa di altro.

Nell’immagine, testi la cui curatela è stata affidata a Liliana Rampello. Da sinistra verso destra: Virginia Woolf e i suoi contemporanei, Momenti di essere, Voltando pagina. Saggi 1904-1941

Woolf ha rovesciato il disvalore di essere una donna nel valore di essere una donna ed è questo che Liliana tenta di far vivere nel nostro presente come un possibile dono fatto alle generazioni future.

Trasferire una passione è quello che Liliana ha fatto per anni con i suoi studenti e che tutt’oggi continua a fare quando si trova a parlare di fronte a un pubblico che, almeno ci si augura, di scoprire meravigliato di fronte al fascino emanato dal lavoro intellettuale.

Un’impresa folle, dunque, la cui forza risiede nel fatto che sia una donna ad agire a beneficio non solo delle altre donne ma di tutti e tutte coloro che abbiano il desiderio di sedersi e ascoltare.

«La letteratura è una forma di conoscenza del mondo, non è un di più. È uno strumento ermeneutico per la comprensione del mondo allo stesso livello dell’arte in tutte le sue declinazioni.»

Nelle puntate precedenti:

Chiara Nicolini: l’importanza della connessione, della condivisione

Paola Tosi: una nuova energia editoriale in circolazione

Laura Bartoli: giovane volto italiano di Charles Dickens

Elisa Bolchi: Virginia Woolf attuale e viva attraverso i social

Nasce un nuovo spazio tutto al femminile. Spazio alle donne: fare cultura nel XXI secolo”

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