Noemi Veneziani (classe 1991), bibliofila, editor e articolista, coopera con Maremagnum e con la Virginia Woolf Project. In occasione del Salone della Cultura 2020, ha partecipato come relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita.

Paola Tosi: una nuova energia editoriale in circolazione

«Quando qualcuno sceglie di fare questo lavoro è perché adora l’oggetto libro e ha come obiettivo far leggere le persone».

Qual è dunque il mestiere capace di assorbire interamente, anima e corpo, coloro che lo praticano nella vita quotidiana?

In questa breve intervista, insieme a Paola Tosi, parleremo di editoria e di come sia difficile al giorno d’oggi riuscire a garantire al pubblico di lettori nuova energia positiva proveniente, per lo più, da scrittori esordienti e meritevoli di attenzione.

Come racconta la stessa Paola, tutto ebbe inizio quando ella, fin da ragazza, prese coscienza del profondo amore provato nei confronti della lettura, attività che, prima le fece intraprendere un percorso di formazione in lettere, poi la condusse verso il mondo dell’editoria facendole indossare i panni dell’autrice.

Correva l’anno 2010 quando il romanzo In fuga dal cielo, la cui vicenda narra di un pilota realmente esistito, asso dell’areonautica militare italiana, pubblicato da Marsilio Edizioni e ambientato alla fine della prima guerra mondiale, fa la sua comparsa sugli scaffali fisici e digitali delle librerie.

Riuscire a emergere in un mondo tanto affollato, nonostante un forte marchio editoriale alle spalle, non fu semplice per la scrittrice, la quale si trovò ad attraversare diversi stati d’animo condizionati dall’andamento dell’attività promozionale rimessa quasi totalmente nelle sue mani – tra le tante soddisfazioni ottenute, Paola ricorda il Premio per romanzi femminili Città di Rapallo che vide In fuga dal cielo tra i titoli finalisti.

Grazie a questa esperienza che le diede la possibilità di comprendere quanto fosse difficoltoso per una scrittrice esordiente riuscire a ritagliarsi il proprio spazio, Paola prese la decisione di completare la propria formazione letteraria svolgendo un Master in mestieri dell’editoria così da poter comprendere a fondo tutti i meccanismi che muovo la complessa macchina editoriale conosciuta, fino a quel momento, solo in parte.

A seguito di questa esperienza, insieme a un compagno di corso, venne presa la decisione di organizzare un’agenzia letteraria, Il Carteggio, che vide la luce nel 2016 e che, dopo quattro anni di duro lavoro, mutò il proprio sembiante trasformandosi in una piccola casa editrice il cui nome trae ispirazione dalla storica costruzione ancora presente nell’Agorà romana di Atene: La torre dei venti.

Prima di giungere al traguardo fu tuttavia necessario passare attraverso il cono d’imbuto.

L’impegno dimostrato da entrambi i soci perché l’impresa riuscisse con successo fu molto ma, purtroppo, come spesso accade, le cose girarono per il verso giusto fino al momento in cui si iniziò a guardare al di fuori delle mura dell’agenzia per riuscire a dare ai romanzi, già pronti per la stampa, un editore.

I tempi di attesa iniziarono ad allungarsi e con essi, anche il morale e l’entusiasmo degli scrittori, pieni di energia e aspettative nei confronti della propria creatura, iniziò a vacillare.

Possedendo «l’anima dell’autrice», Paola riuscì a comprendere la frustrazione di costoro desiderosi di vedersi pubblicati il prima possibile perché «quando una persona scrive qualcosa, non lo fa per se stesso, ma perché gli altri la leggano».

Fu proprio per questo che, dopo tanto cercare, durante l’ultima fiera Stranimondi dedicata alla dimensione del fantastico in tutte le sue declinazioni, Paola decise che era finalmente giunto il momento di provare una nuova strategia.

Armata di uno dei manoscritti adatti al genere pubblicizzato in fiera, la stessa ebbe modo di incontrare Marco Solfanelli, editore del gruppo Tabula Fati, il quale si disse entusiasta nel poter dare voce agli autori esordienti inserendoli in una piccola casa editrice che avrebbe collocato la propria sede in quel di Milano.

Ecco come nacque La torre dei venti, un luogo in cui «ogni scrittore è come un vento che dissemina  elementi  del mondo e dell’essere umano. Li travolge, li sconquassa e poi li deposita nel libro. Il lettore li raccoglie e li fa suoi».

Strutturata in più collane così da poter soddisfare le esigenze di qualsiasi lettore, grande o piccolo che sia, il primo romanzo ad aprire le danze nel maggio 2020 fu la prima traduzione italiana di una parte del diario di viaggio scritto da Frances Trollope, madre del più celebre Anthony Trollope: Le maniere degli americani. Estratto dagli appunti di viaggio 1827-1831 di una signora inglese femminista e antischiavista.

Da allora, questa nuova «energia editoriale» ha dato alla luce ben 20 titoli e sembra volersi espandere sempre di più senza che nulla possa fermare il suo incedere rallentato solo dalla difficoltà di riuscire a emergere in un mondo tanto affollato.

«Siamo certi che tutto questo, poco alla volta darà i suoi frutti poiché non c’è nulla che, come il libro, sia in grado di sospendere la solitudine», ricorda Paola, se poi sono anche belli da vedere, questi libri, si può iniziare a pensare di scorgere la vetta del monte.

Dulcis in fundo, scrittrice ed editrice, Paola svela anche il proprio volto di lettrice – attività che trova un suo sbocco nella rubrica intitolata Pillole di cultura realizzata da Maremagnum.com – e amante di libri illustrati ispirati al mondo dell’arte – passione che si palesa nella collezione di volumi editi da SKIRA e nei dorsi delle enciclopedie impreziosite da numerose illustrazioni distribuite e realizzate dall’Istituto di Credito Italiano.

Completano la sua piccola fortuna numerosi libri ereditati da una lontana parente inglese, vera e propria bibliofila amante dell’architettura, del giardinaggio e degli intramontabili classici della letteratura ottocentesca.

Nelle puntate precedenti:

Laura Bartoli: giovane volto italiano di Charles Dickens

Elisa Bolchi: Virginia Woolf attuale e viva attraverso i social

Nasce un nuovo spazio tutto al femminile. Spazio alle donne: fare cultura nel XXI secolo”

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