Gino Doria, intellettuale napoletano, visse nel gruppo che faceva capo a Benedetto Croce, fu amico di Fausto Nicolini e Riccardo Ricciardi.
Erano studiosi, pubblicavano opere di letteratura e storia ed erano bibliofili.
Succede che gli intellettuali siano bibliofili, esperti e accaniti. Non c’è contraddizione, l’amore per i libri è anche fisico oltre che mentale.

Doria ha scritto Sogno di un bibliofilo, il più bel racconto di bibliofilia della letteratura italiana del ‘900, dedicato a Riccardo Ricciardi, raffinato editore.

E’ la più libidinosa fantasia di un vizioso puro, amante dell’edizione, della legatura, dell’opera unica, naturalmente introvabile.
A dimostrazione del gusto dell’autore a evocare scenari voluttuosi, questo delirio di trouvailles imaginaires è accostato al cibo in un’agape sopraffina e collocato in un castello romito nell’alto Salernitano freddo e nevoso, sapiente contrasto tra le miserie della realtà e le godurie della fantasia.

Gino Doria
Sogno di un bibliofilo
Ricciardi, Milano – Napoli