Ecco uno che sapeva scrivere e, presumo, sapeva fare anche altre cose visto la sua brillante carriera in tanti settori della comunicazione e la sua eclettica preparazione che comprendeva, oltre la parola, la matematica e la chimica e l’ingegneria. Uno insomma, che il nome Leonardo l’aveva preso sul serio, mi si passi la facile battuta.

Sinisgalliana è una strenna stampata dalle Edizioni della cometa nel 1984, nel terzo anno dalla scomparsa dell’autore, con tiratura di 1000 esemplari. Contiene pezzi su altri scrittori, usciti negli anni Settanta su “Il mattino”, appunto contraddistinti nel tiolo dal suffisso -ana e conseguente neologismo: Baudelairiana, Cardelliana, Jarryana etc.

Pezzi mai banali, spesso spiazzanti. Mi approprio per voi di un suo giudizio su Baudelaire: “credeva di battere vie nuove con la poetica della crudeltà e della carità, così ben dosate. Probabilmente fu contagiato dagli incisori, moralisti e caricaturisti, ch’egli amava: Goya, Hogart, Meyron, Daumier.  Io trovo molto più originali i suoi poemetti in prosa. I migliori pezzi di Lo Spleen di Parigi (…) riescono più incisivi dei Tableaux parisiens; si potrebbe dire più magri, più resistenti e più nuovi.”

@Massimiliano Varnai

 

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