A Valery Larbaud non piaceva il titolo Senilità.
Svevo, pur molto dovendo al confrère francese, non cambiò opinione, e il titolo rimase.
L’autore spiegava che non l’anagrafe determinava la definizione, ma il sentimento di sconfitta e inutilità che il protagonista, Emilio Brentani, portava in sè fin dalla nascita; vecchia persona perciò e personaggio contrapposto a quello della ragazza Angiolina: oggetto di concupiscenza, concentrato di volubilità, superficialmente vitale e immatura.

Romanzo di analisi, e di auto-analisi, Senilità, uscito nel 1898, rappresentò totale novità nella narrativa italiana e anticipazione in quella europea.
E’ pieno di annotazioni sui caratteri maggiori e minori, immagini originali e proposte di idee. Idee nate dalle osservazioni che Svevo faceva esaminando se stesso e usando la vita attorno a lui come campo d’esplorazione.
Il risultato fu una messe ricchissima, assolutamente valida ancor oggi.

Italo Svevo
Senilità
Garzanti