Ho sempre amato questo smilzissimo libretto. Mi piace come si sia infilato nella collana grigia della Feltrinelli, quell’Universale economica, Collana fitta di splendidi romanzi brevi e racconti lunghi, che abbiamo già citato nella nostra rubrica.

Il piccolo grande scandalo di un libro di poesia aggregato a una collana di narrativa mi ha sempre interessato. Forse perché portatore di una lirica prossima alla narrativa, forse perché fruibile come un racconto, fatto sta che Roma e i nostri anni – con la bella copertina nella quale Albe Steiner incastona un’incisione di Vespignani – è un libro di poesia che zitto zitto ha sconfinato, si è imbucato in un territorio non suo, ad una festa senza invito – era il 1957. Nel risvolto si parla di sorpresa e soprattutto di eccezione che è e vuol restare tale. Ma anche di “immagini di Roma nel dopoguerra, legate in un ritmo che possiamo senz’altro chiamare narrativo”. Un piccolo gioiello poco conosciuto.

@Massimiliano Varnai

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