Il volume “Responsabilità e disagio, una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi” si presenta suddiviso in tre capitoli. Il primo, “Il contesto dell’indagine” a cura di Maria Loretta Tordini, come si può evincere dal titoletto, tratta della condizione in cui si trova la società attuale considerando tutti gli eventi più importanti che possano aver dato un contributo all’odierna situazione. Uno di questi è la globalizzazione che “ha mobilizzato masse di persone ma anche di capitali, culture, mentalità, valori, rivoltando certezze consolidate da anni e secoli, mescolando, cancellando, introducendo diverse realtà fra Popoli e Istituzioni”, il boom economico del secondo dopoguerra e le varie trasformazioni politiche, Facebook e le innovative tecnologie. Continuando di seguito con l’analizzare le sensazioni provate dai ragazzi di oggi sempre meno inclini a lasciare il proprio “ovile” per la sempre crescente incertezza che questo futuro offre loro, per poi concludere con dati più scientifici quali il Pil, prodotto interno lordo e il Bil, benessere interno lordo.

Il secondo capitolo che si intitola “Adolescenti tra responsabilità e disagio. Una ricerca empirica”, di Roberto Trinchero, pone all’attenzione del lettore un tema molto importante e sentito ovvero la transizione dalla “società dei ragazzi” alla “società degli adulti”. Questo periodo costituisce per il ragazzo sì un momento emozionante ma anche colmo in paure e incertezze, “il momento in cui il ragazzo si trova a far convivere e a cambiare gradualmente valori, norme, modelli, abitudini, stili di vita tipici della “società dei ragazzi” con i corrispondenti della “società degli adulti”. Secondo Havighurst per affrontare questo periodo di “assestamento” vi sono dei “compiti di sviluppo” connessi alla fase adolescenziale, i quali si presentano in un preciso periodo della vita del soggetto e che assolti in modo adeguato possono condurre alle felicità. Contemporaneamente il ragazzo si trova sì a dover assolvere questi compiti ma anche a dover contrastare e superare livelli di problematicità del disagio in cui potrebbe trovarsi, e ve ne sono vari. Questo a portato a emergere l’esigenza di condurre un’indagine empirica il cui obiettivo è quello di “descrivere le caratteristiche degli adolescenti che manifestano atteggiamenti di possibile disagio e rilevare relazioni significative tra le variabili suddette e tali atteggiamenti”. Le ipotesi che hanno guidato il lavoro sono le seguenti: gli indicatori di disagio possono essere diversi: per sesso, età, diversi contesti abitativi e familiari, ragazzi che frequentano tipi di scuola differenti e ragazzi che considerano importanti aspetti differenti. La tecnica di rilevazione dei dati utilizzata  è una variante della tecnica delle storie. I risultati della ricerca hanno fatto emergere sette nodi problematici i quali possono essere considerati come rispettivi diritti e doveri per gli adulti e per i ragazzi.

Infine nel terzo ed ultimo capitolo intitolato “L’adolescenza  vista giorno per giorno. I contributi delle scuole coinvolte nell’indagine” si da spazio alle scuole che insieme ai ragazzi possono ora discutere delle problematiche e dei temi più importanti emersi dai risultati della ricerca. In Italia, molti giovani tendono a procrastinare il momento di distacco dalla famiglia e di assunzione delle responsabilità individuali, definiti talvolta “bamboccioni”, in realtà pagano l’incertezza di un futuro economicamente ed emotivamente assai poco strutturato, fonte d’inquietudine, senza concrete prospettive di lavoro, mentre l’idea di una famiglia basata sul matrimonio sfumo a vantaggio di convivenze più o meno stabili”

@Sonia Segoloni

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