Fondato nel 1995 con l’intento di promuovere il libro antico in rete, Maremagnum.com è, ad oggi, il più importante sito italiano per la ricerca di libri antichi, usati, introvabili e fuori catalogo. Il nostro obiettivo è farti trovare quello che pensi sia introvabile! Su Maremagnum.com hai la possibilità di effettuare una ricerca tra oltre 10 milioni di libri, stampe, fumetti, periodici, autografi e tanto altro ancora. Amore per il libro e sete di conoscenza sono gli ingredienti con i quali lavoriamo tutti i giorni.

Ragazzi di (mala) vita, uomini di (mala) fede

«Sullo sfondo di una Roma brulicante di intellettuali, terra instancabilmente modificata da esperienze culturali, ha inizio un ricco capitolo della vita di Pier Paolo Pasolini (1922-1975). La sua infanzia, costellata di spostamenti, ha invece come epicentro Casarsa. La terra friulana costituisce lo scenario non solo delle sue prime esperienze poetiche, ma anche di una pungente accusa di corruzione omosessuale. Malgrado l’assoluzione, la vita per Pasolini diviene impossibile: da qui il punto di svolta. A Roma si immerge nel mondo degli intellettuali e in quello della periferia: quest’ultima offre a Pasolini eccezionali stimoli che culminano nel suo primo romanzo Ragazzi di vita, edito da Garzanti nel 1955. Oggetto del libro è la miserabile vita di un gruppo di giovani delle borgate romane, fatta di fame, violenza e assenza di prospettive future. La prima edizione, cartonata in rosso, è avvolta da una sovraccoperta recante un disegno significativo: sullo sfondo, sotto un cielo bianco, appare uno scorcio della città, tratteggiata appena dall’artista e in primo piano contorni marcati delineano le figure di tre ragazzi, dagli sguardi ammiccanti, infiammati da colori primari intensi; questi volti scarni costituiscono un assaggio dell’ambiente ferino riprodotto dal genio pasoliniano.» (Vittoria Polacci)

Prima edizione del 1955 in tela editoriale priva della sovraccoperta

[…]

Tutto inizia nella primavera del 1953. Attilio Bertolucci consiglia a Livio Garzanti — erede dell’omonima casa editrice fondata dal padre Aldo — la lettura di un racconto uscito pochi giorni prima sulla rivista “Paragone”, oggi parte integrante del primo capitolo del romanzo pasoliniano. Livio accetta la sfida di questa pubblicazione provocatoria realizzando un sodalizio fondamentale con l’autore casarsese. Molte sono però le divergenze legate alla redazione del testo: Pasolini propone una raccolta di racconti ma lo spirito pratico dell’editore, proteso alla vendibilità dell’opera, spinge verso la creazione di un romanzo. Inoltre, poco prima dell’uscita del libro, Garzanti compie la scelta repentina di censurare tutte le parolacce e attenuare le scene eccessivamente crude, non per il timore di una denuncia, ma per l’impatto del testo sul pubblico. Ne consegue una radicale trasformazione: si ammorbidisce il linguaggio e viene sfumata la violenza di alcuni passi; il risultato è un capolavoro.

Ragazzi di vita esce nel maggio 1955 e la prima tiratura si esaurisce in pochi giorni. Il romanzo partecipa al premio Strega e al premio Viareggio, classificandosi in entrambi grazie anche al sostegno di Giuseppe Ungaretti che promuove un pubblico dibattito sul romanzo; vince inoltre il premio letterario Mario Colombi Guidotti. Ma il linguaggio e la controversa struttura procurano all’opera una numerosa serie di stroncature. […]

Ma il più devastane contributo da annoverare tra i risvolti negativi suscitati da Ragazzi di vita è senza dubbio l’azione giudiziaria promossa il 21 luglio 1955 dalla presidenza del Consiglio, presieduta dal ministro Segni. Malgrado gli «scrupoli moralistici» che avevano investito Livio Garzanti, dei quali Pasolini si rammaricava in una nota lettera a Vittorio Sereni, l’accusa è che nella «pubblicazione si riscontra carattere pornografico». Autore ed editori vengono citati in giudizio nel dicembre del 1955 e nel luglio dell’anno successivo ha inizio il processo. In sua difesa Pasolini afferma «il libro è una testimonianza della vita da me vissuta per due anni in un rione a Roma. Ho voluto fare un documentario. La parlata in dialetto romanesco riportata nel romanzo è stata una esigenza stilistica […]; nel titolo Ragazzi di vita ho inteso dire ragazzi di malavita»: l’etica del verismo pasoliniano traspare dalle sue parole ed è fermamente difesa (ancora una volta) da Ungaretti in una dichiarazione scritta destinata ai giudici, nella quale sostiene che »le parole messe in bocca a quei ragazzi sono le parole che sono soliti usare e sarebbe stato, mi pare, offendere la realtà farli parlare come cicisbei». Pasolini viene assolto e l’opera immediatamente dissequestrata.

[…]

Risultati immagini per ragazzi di vita prima edizione




Vuoi leggere la storia integrale della vicenda editoriale di Ragazzi di vita?

Questo e altre molti aneddoti sono presenti nel teso Non è un caso che sia successo. Storie editoriali di best seller, I Quaderni del Laboratorio di Editoria, edito da EDUCatt – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Per comperare il libro clicca qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *