maurizio cucchi
Alla fine de Il viaggiatore di città, di Maurizio Cucchi, Lietocolle 2001, si legge una nota dell’Autore nella quale dichiara che questa è la sua opera prima in prosa e lascia intendere che a queste pagine ne sarebbero seguite delle altre.
E così fu, Cucchi da allora ha scritto anche in prosa. Ma questo piccolo snodo, questa prima pietra, ci incuriosisce particolarmente, proprio in quanto tale. Uscita in tiratura limitata, parecchio limitata, potremmo dire, essendo 99 i libretti tirati, ha proprio in questa limitatezza di quantità parte del suo gusto. Come se il passaggio si fosse compiuto senza troppi proclami, con una specie di timidezza, alla vista di pochi.
E cosa c’è dunque in queste paginette su Milano d’interessante? Intanto Milano, città splendida da percorrere e da imparare. E poi il fatto che un poeta possa muoversi nella prosa, esprimersi in prosa, mantenendo la poesia. Forse, da un certo punto di vista, prosa e poesia sono categorie secondarie rispetto a poetico e non poetico, ma la gente non lo sa e si ferma al dito e non guarda la luna.
Le prose su Milano de Il viaggiatore di città ebbero poi un loro ampliamento – di quantità e di pubblico – diventando il volume La traversata di Milano, Mondadori 2007, mentre, a proposito di prosa nel 2005 era uscito il romanzo Il male è nelle cose, sempre per Mondadori.
@Massimiliano Varnai