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Da 60 anni alla conquista del mondo

Pippi Calzelunghe, edito da Vallecchi nella collana “Martin Pescatore” nel 1958, tradotto da Donatella Ziliotto e Annuska Palme Sanavio, con illustrazioni originali di Ingrid Vang Nyman, è la prima versione italiana del romanzo di Astrid Lindgren (1907-2002): Pippi Langstrump, pubblicato nel 1945 dalla casa editrice Raben & Sjogren di Stoccolma. L’edizione si presenta come un tipico libro per ragazzi dell’epoca: formato 20×30 cm, copertina rigida rilegata, cucita al blocco pagine, la prima di copertina ha sfondo bianco e al centro di un riquadro giallo c’è Pippi dalle trecce rosse e le lentiggini, una calza gialla e una verde con la sua scimmietta tra le braccia; in alto compare il titolo in maiuscolo a caratteri rosso e blu, invece sul dorso esso è a caratteri rossi su sfondo corda; la quarta di copertina a sfondo giallo presenta in basso a destra il logo della collana. Il bizzarro nome di Pippi nacque dalla fantasia di Karin, figlia dell’autrice, che, costretta a letto dalla polmonite, le chiese di raccontarle le storie di questa bimba strana che vive sola con un cavallo e una scimmia a Villa VillaColle, la cui madre è un angelo e il padre un pirata da cui ha ereditato una fortuna, capace di conquistare non solo Annika e Tommy, ma tutti i ragazzini del mondo. (Paola Spadavecchia)

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La prima edizione italiana di Pippi Calzelunghe

«Bel libro, troppo provocante troppo trasgressivo. Grazie, ma non ci interessa pubblicarlo». Già nel venire al mondo, nel 1944, il romanzo Pippi Calzelunghe, trovò non poche difficoltà: la prima fu il netto rifiuto della nota casa editrice Le Bonniers che con tali parole liquidò la scrittrice.

Quest’ultima non esitò a bussare altrove: partecipò a un concorso per esordienti indetto dalla casa editrice Raben & Sjogren con un romanzo rosa, sarà seconda; l’anno seguente si aggiudicherà il primo posto con il romanzo Pippi Lungstrump, poi pubblicato nel 1945 dalla stessa casa editrice tra polemiche di pedagogisti, insegnanti e clero.

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La prima edizione originale del 1945 di Pippi Langstrump

Tra il 1946 e il 1948 l’edizione originale si completò con altri due volumi: Pippi si imbarca e Pippi Calzelunghe nel Mare del Sud; l’autrice eliminò poi alcuni capitoli per pubblicare Il libro di Pippi Calzelunghe con illustrazioni di Ingrid Vang Nyman. Al di là delle polemiche quello di Pippi sarebbe diventato un successo mondiale che avrebbe contagiato anche l’Italia grazie a un incontro tra la Lindgren e Donatella Ziliotto, amica di Annuska Palme Larussa, italo-svedese.

Era il 1958 quando venne alla luce l’edizione italiana di Pippi Calzelunghe, edito da Vallecchi e tradotto dalla Ziliotto con la collaborazione della Palme, le quali riuscirono a mantenere inalterato lo stile brillante e la parlata colorita di Pippi, ricca di espressioni dialettali e proverbiali che la Lindgren aveva appreso dal padre agricoltore.

Le successive edizioni italiane furono quella della Salani nella collana “Gl’istrici” nel 1988 curata sempre dalla Ziliotto, con copertina fresata e brossurata, e la versione a fumetti nel 1990 della collana “I criceti”, con copertina blu e illustrazioni originali.  Nel 2003 la Salani pubblicò l’edizione completa con l’aggiunta di otto nuovi capitoli: un’autentica reliquia di 1500 copie a cura di Marina Pulcri. A completare il quadro italiano vi furono le edizioni adottate per la scuola elementare.

Con oltre 130 milioni di copie vendute in 60 anni, tradotta in 54 lunghe, 37 edizioni mondiali, candidata più volte al Nobel invano, vincitrice di dozzine di premi tra cui soprattutto l’Andersen nel 1958, nominata nel 1997 personaggio svedese dell’anno, Astrid Lindgren, la cui statua oggi sorride nel parco di Vimmerby, suo paese natale, si spense a 94 anni nel 2002.

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