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L’onirica realtà di un mondo sottosopra

4 luglio 1865. Lewis Carroll mette per iscritto ciò che il suo genio visionario gli ha suggerito durante quei pomeriggi dorati in cui soleva intrattenere la piccola Alice Pleasance Liddell. Poco dopo persuade il suo editore Macmillan a intraprendere una serie di traduzioni di Alice’s Adventures in Wonderland. Le versioni tedesca e francese sono le prime (1869), seguite nel 1872 da quella italiana, tradotta da Teodorico Pietrocola Rossetti e supervisionata rigorosamente da Carroll. Il risultato di questa collaborazione è un’edizione limitata di 1000 copie molto fedele all’originale, di cui 300 «first edition second issue» destinate all’editore torinese Ermanno Loescher e le altre 700 «first issue» distribuite dalla Macmillan. La ristampa in edizione integrale edita dalla Dover Inc. (New York 1978) mantiene la grandiosa traduzione di Rossetti nonché le 42 illustrazioni originali di John Tenniel. Si tratta di un piccolo volume rilegato di 192 pagine in carta opaca, cucite alla copertina verde con la vivace illustrazione a colori di Tenniel. Le note al testo dell’editore, inserite in appendice, contengono informazioni bibliografiche e riflessioni intorno ai cambiamenti operati dal traduttore allo scopo di adattare il testo alla cultura di destinazione. (Claudia Alongi)

Fiaba senza età, viaggio metaforico, onirica allegoria, riflesso deformato della realtà, surreale esperienza che affascina grandi e piccini: eccoci catapultati nel mondo dell’inversione e della distorsione creato da Lewis Carroll.

Basta seguire un nevrotico bianconiglio o attraversare uno specchio per ritrovarsi in un mondo rovesciato, dove ciò che accade non è spiegabile secondo gli usuali percorsi della logica e in cui bruchi tabagisti, gatti sornioni e cappellai prigionieri del tempo fanno sorridere e riflettere, sull’illogica assurdità del “nostro” mondo.

Queste caratteristiche affascinano a tal punto Alice Liddell, che ne aveva sentito narrare la fantastica storia, da pretendere che Carroll la trascriva. Nasce così il manoscritto Alice’s Adventures Under Ground che dopo varie revisioni dà alla luce Alice’s Adventures in Wonderland. Pubblicato su commissione dalla Macmillan & Co. Nel 1865, in un’edizione di 2000 copie stampate presso la Oxford University Press.

Nel 1889 è poi pubblicata The Nursery Alice, versione riscritta e più breve per lettori molto piccoli con le illustrazioni classiche, ingrandite e a colori.

Una traduzione attenta e creativa della fiaba di Carroll deve conservare, senza forzarlo, il gusto dei doppi sensi e delle incongruenze, ma anche la freschezza dio un linguaggio infantile, giocoso e stravagante. La presenza di divertissement logico-matematici, giochi di parole, filastrocche, invenzioni linguistiche e i continui rimandi ai costumi dell’epoca vittoriana hanno fatto sì che questo grandioso esempio di poesia nonsense stuzzicasse molti intellettuali curiosi di cimentarsi nella sua traduzione.

Alice da il suo esordio in Italia con il titolo “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” (1872) a cura di Teodorico Pietrocola Rossetti, che, mantenendo lo charm dell’originale, riesce a catturarne lo spirito e il significato. Egli sostituisce i pans inglesi con appropriati doppi sensi parodie e filastrocche note agli italiani. Ad esempio la strampalata versione di «twinkle twinkle, little star», diventa una versione alterata della Lucia di Lammermoor di Donizetti.

Accanto a questa storica traduzione, si può porre quella attualissima di Masolino D’Amico (Longanesi 1971) della famosa The Annotated Alice, che riporta anche il secondo libro con protagonista Alice, “Through the Looking-Glass” e introduzione e note di Martin Gardner (1960 Clarckson Potter), poi ripubblicata nel 1990 dalla Random House in un’edizione aggiornata e corretta dal titolo “More Annotated Alice”.

L’aneddoto sull’origine del romanzo inglese mostra come la giovane musa Alice e il suo mondo mentale infantile trasformino l’insicuro e balbuziente reverendo Dodgson in un grande oratore, poeta e paroliere, alimentando le speculazioni circa una sua presunta pedofilia. Tali rumors non fecero altro che accrescere l’interesse attorno al creatore di Alice cui sono dedicati saggi, libri e altro ancora: biografie – tra le quali si ricordano quelle di Morton N. Cohen, Lewis Carroll and Alice, 1982 e di Melanie Benjamin, Sono stata Alice, 2010 -, riproduzioni delle foto di bambine di Carroll, rappresentazioni teatrali, come quella messa in scena al Royal National Theatre di Londa nel 1994: una pièce in cui s’indaga la componente erotica del rapporto tra la piccola Alice e il suo creatore.

 

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Prime edizioni e traduzioni

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