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«Il dottor Jekyll e il signor Hyde» di Robert Louis Stevenson

Stevenson e il giallo: dentro e fuori di sé

 

 

«Il dottor Jekyll e il signor Hyde» deve la sua fortuna sul mercato editoriale italiano ad Alberto Tedeschi, direttore dagli anni Trenta della collana “I Libri Gialli” di Mondadori, e a Carlo Jacono, a cui era affidata la cura delle copertine. Il romanzo di Stevenson viene inserito come quindicesimo numero nel mese di ottobre del 1946, primo anno di uscita della serie. I libri avevano copertina in brossura, carta uso mano bianca ed erano economici, ma soprattutto erano dei prodotti editoriali riconoscibili: autore e titolo nella parte superiore in nero e lo spazio restante occupato da un disegno accattivante contornato da un cerchio rosso, il tutto su quel fondo giallo che resterà identificativo non solo della collana come voleva il suo editore, ma del genere stesso, poliziesco e investigativo. Erano venduti con cadenza quindicinale, in edicola a un prezzo economico, ben evidenziato sulla copertina, fattore non indifferente nel dopoguerra. È una storia intrigante e misteriosa, di omicidi, di ombre e suspense che con ritmo incalzante si presenta come l’apice della ricerca stevensoniana sulla doppia natura umana e come forte denuncia del conformismo e reticenza della società vittoriana da cui l’autore stesso sente, fin da giovane, il desiderio di fuggire. (Francesca Virginia Villa)

Risultati immagini per dottor jekyll e mister hyde prima edizione

Stevenson nell’autunno del 1885 vive a Bournemouth con la moglie Fanny e, a causa dei problemi respiratori dovuti alla tubercolosi, è costretto a rimanere a letto, senza lavorare per mesi. La situazione economica è grave ed è necessario che ricominci a scrivere. Una notte ha un sogno: un rispettabile medico vittoriano, a causa di una pozione da lui stesso preparata, si trasforma in un individuo più giovane, sadico e ripugnante e con la stessa pozione può tornare in sé. Questo sdoppiamento perfetto ad un certo punto si interrompe e diventa irreversibile. Stevenson, dal risveglio di quell’incubo, si chiude in camera a scrivere e dà precise indicazioni per non essere disturbato da nessuno. Fanny, che ha contribuito a scrivere una biografia della vita dell’autore, racconta di avergli visto scrivere di seguito pagina per pagina, colto quasi da un incantesimo.

Dopo sei settimane l’autore decide di sottoporre il manoscritto al giudizio dei parenti che gli muovono critiche, tanto da spingerlo a gettare il suo lavoro nel camino. In meno di una settimana però, con una media di più di diecimila parole al giorno, nel gennaio del 1886 rinasce il testo nella forma attuale.

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Probabilmente anche un fatto di cronaca avvenuto quarant’anni prima della stesura del romanzo ha influenzato la vena creativa di Stevenson. Nel 1850 infatti un dentista del Connecticut, che utilizzava cloroformio a scopo sperimentale come anestetico sui propri pazienti, rimane intossicato dai vapori di quel farmaco volatile e inconsapevolmente ne sviluppa una grave dipendenza che lo porta a condurre una doppia vita. Durante il giorno è un rinominato medico professionista, durante le passeggiate notturne, invece, scaglia contro il viso dei passanti vetriolo. La storia si conclude con l’arresto dell’uomo divenuto ormai “tossicodipendente involontario” che, dopo avere confessato di provare un certo senso di appagamento nel compiere quegli atti efferati di notte, si toglie la vita.Immagine correlata

Non possiamo garantire che l’autore fosse a conoscenza di questo fatto ma è lecito citare la testimonianza di un suo contemporaneo che documenta l’interesse per fenomeni di alterazione e trasformazione di personalità. Si tratta di Frederic William henry Myers, diplomato in lettere classiche e appassionato di psicologia, nonché membro della Society for Psychical Research di Londra. Myers rimane colpito dalla lettura di Un capitolo sui sogni, l’autobiografia onirica di Stevenson in cui riferisce il tentativo di liberarsi da incubi notturni che con l’acuirsi della tubercolosi lo perseguitano anche di giorno. Proprio per arricchire le ricerche contatta Stevenson e gli chiede una testimonianza personale che è contenuta in una lettera scritta da Vailima, ultima residenza dell’autore. In questo testo riferisce di episodi in cui percepiva il suo io diviso in due, tra allucinazioni e passeggiate in cui, con dialoghi drammatici, recitava diverse parti.Immagine correlata

Il romanzo, nonostante il suo successo fino ad oggi, viene accompagnato nel primo ventennio da critiche e scetticismo. Dobbiamo tenere presente che nel 1888, poco più di un anno dopo la pubblicazione, la città di Londra era sconvolta da una serie di omicidi avvenuti nell’East End, ad opera di un uomo misterioso che si accaniva contro prostitute, identificato come Jack Lo Squartatore.

Dopo il 1946, successive edizioni Mondadori in collane diverse confermano l’interesse continuo dei lettori verso il romanzo e ricordiamo: “Classici di ieri e di oggi per la gioventù” 1975, “Libri da leggere” 1983, e l’uscita negli “Oscar” del 1985, rinnovati nel 2002 nei quali ancora il titolo è presente. Nel 2001 è inserito anche nella collezione “I Meridiani”. Nel 2002 esce nella collana “I grandi romanzi”, che proprio per la sua distribuzione come supplemento del “Corriere della Sera”, richiama la prima uscita in edicola di Mondadori. Con quasi un secolo di pubblicazioni in Italia, la sua storia editoriale lo conferma ormai come un grande classico della letteratura moderna.

Comments

  1. Articolo davvero molto interessante.
    Devo ammettere che, non avendo mai apprezzato molto il testo – obbligatoriamente somministrato dalla scuola –, non mi sono mai domandata quale potesse essere la sua storia ma, ora che mi è stata data la possibilità di imparare qualche cosa in più in merito, credo proprio che il Dottor Jekyll si sia guadagnato una seconda possibilità.
    Purtroppo nei confronti del Signor Hyde nutro ancora qualche perplessità; non mi è mai stato molto simpatico.
    Staremo a vedere!

    1. Grazie Noemi,
      l’articolo è tratto dal testo “Non è un caso che sia successo. Storie editoriali di best seller”, curato dagli ex allievi del master in editoria dell’Università Cattolica. Si trovano spiegati molte vicende editoriali di alcuni dei principali successi editoriali del passato. Sul Blog di Maremagnum ne potrai trovare molte altre.
      Per quanto riguarda il Signor Hyde, ti sveliamo un segreto: neanche a noi sta molto simpatico… 😀

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