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Arriva Charlie Brown

«Ehi! Arriva il vecchio Charlie Brown! Il buon vecchio Charlie Brown… Sissignore! Il buon vecchio Charlie Brown… Quanto lo odio!» Era il 1950 quando la prima striscia dei Peanuts si mostrava al pubblico americano. Passeranno 13 anni prima che alla Milano Libri, libreria e casa editrice milanese, Giovanni Gandini con gli amici e la moglie Anna Maria presenti i Peanuts all’Italia. Il libro esce nel giugno 1963 con il titolo Arriva Charlie Brown!, e si presenta come un volume rilegato, in sedicesimo e, a differenza dei brossurati che arrivavano dall’America, riporta una raccolta di strisce giornaliere introdotte da un testo di Umberto Eco. La semplice copertina è composta dal titolo e da un Charlie Brown sorridente, su fondo rosso mattone. Il fumetto era disegnato da Charles Monroe Schulz, persona semplice che «non beve, non fuma, non bestemmia». Schulz frequentò una scuola per corrispondenza, anche se dietro casa, nella quale diventò poi insegnante di disegno. Amava i suoi bambini e il suo cane Spike. Un grande osservatore della vita, capace di grande ironia e sintesi. Instancabile disegnò da solo i suoi fumetti fino al 12 febbraio 2000, giorno prima della morte. Il fumetto raggiunse fama mondiale che tutt’ora si perpetua con riedizioni e ristampe. (Andrea Di Meo)

Giovanni Gandini aveva una gran passione per i fumetti, da ragazzo parlava con gli amici citando battute di Topolino, amava disegnare e credeva seriamente nel carattere culturale dei fumetti, anche se facevano ridere, anzi forse proprio per questo. Da qui nasce tutto. In casa Gandini circolavano parecchi fumetti, arrivavano da tutto il mondo, Così un giorno, per caso, è nato il caso Charlie Brown. L’amico Francesco “Ciccio” Mottola, aveva scoperto questo fumetto, i Peanuts appunto, che saltuariamente riusciva a procurare in volumetti brossurati dall’America, pubblicati da Holt, Reinhart & Co.

Gandini intuisce la grandezza del fumetto, ed insieme agli amici, Franco Cavallone e Umberto Eco in particolare, si applica per trasformare le strisce di Schulz in una realtà internazionale.

Era nata da poco, siamo nel 1962, la libreria della moglie Anna Maria, la Milano Libri, ed era necessario avere un inizio formidabile. Cavallone si occupò delle traduzioni, geniali e impeccabili, ancor oggi incorreggibili (si pensi alla «toffoletta»); Salvatore Gregorietti, fratello della signora Gandini, del progetto grafico; Eco scrisse l’introduzione, che ormai è un classico della critica dei fumetti, tradotta anche in spagnolo nel 1968 in occasione della prima raccolta di Peanuts spagnola. Ed è proprio Eco il soggetto di un simpatico aneddoto. Era infatti, ai tempi, impiegato in Bompiani e, ignaro delle mosse di Gandini a riguardo, propose di importare i Peanuts, ma constatò che i diritti per l’edizione italiana erano già stati ceduti. Piombatosi in Milano Libri, dall’amico Gandini, disse: «ma allora siete voi!». Così, preso più dalla passione condivisa con gli amici che dal lavoro, partecipò attivamente alla creazione del libro, tentando invano di correggere le traduzioni, oltre a stilare la prefazione. Così il libro arriva in libreria e non in edicola, come era consuetudine per i fumetti. Il prodotto finito introduceva così i fumetti a un nuovo livello internazionale, legato non solo al mondo delle riviste ma anche a quello culturale in genere. Arriva Charlie Brown! È tutt’ora pubblicato da Baldini Castoldi Dalai, inoltre Rizzoli edita una raccolta cronologica delle strisce.

Nel frattempo Gandini tra un caffè al Giamaica, una chiacchierata in libreria (per la quale tiene a precisare che «nel mio negozio non si vende ma si chiacchiera») aveva dato inizio ad un fenomeno mondiale, “Linus”, la rivista nata nel 1965 dopo altre pubblicazioni dei Peanuts e tuttora nota.

Tornando a Snoopy e amici è da segnalare l’imponente mole del fumetto. Quasi 20mila strisce, pubblicate in 75 paesi, raccolti in almeno 1400 volumi, tradotti in 26 lingue, oltre alla serie televisiva di cartoni animato.

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