Fondato nel 1995 con l’intento di promuovere il libro antico in rete, Maremagnum.com è, ad oggi, il più importante sito italiano per la ricerca di libri antichi, usati, introvabili e fuori catalogo. Il nostro obiettivo è farti trovare quello che pensi sia introvabile! Su Maremagnum.com hai la possibilità di effettuare una ricerca tra oltre 10 milioni di libri, stampe, fumetti, periodici, autografi e tanto altro ancora. Amore per il libro e sete di conoscenza sono gli ingredienti con i quali lavoriamo tutti i giorni.

Il Grande Fratello: profezia o avvertimento?

 

Nineteen Eighty-Four è l’ultima opera di George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, scrittore e giornalista britannico vissuto tra il 1903 e il 1950. Il romanzo, progettato nel 1943 e scritto tra il 1945 e il 1948, viene pubblicato l’8 giugno 1949 a Londra da Secker & Warburg, pochi mesi prima della morte dell’autore. La prima edizione è senza illustrazioni e rilegata in tela verde rigida con sovraccoperta color rosso o verde, dove non compare nessuna immagine, solo le scritte bianche del titolo in lettere, sovrapposto a quello in cifre, e il nome dello scrittore per esteso. In successive edizioni, compresa la prima italiana tradotta da Gabriele Baldini ed edita nel 1950 da Mondadori, il titolo compare solo in cifre, tradendo la volontà originale dell’autore. Ma così sarà conosciuto. La storia è ambientata in un futuro immaginario (l’anno 1984) a Londra, nello stato di Oceania, paese governato dal Partito, che domina ogni aspetto della vita dei cittadini attraverso l’uso di teleschermi. Il vertice è rappresentato dal Grande Fratello, che nessuno ha mai visto di persona, nonostante il suo volto campeggi ovunque. Winston Smith, funzionario del Partito, tenta di sfuggire al controllo delle autorità ma, arrestato, viene ricondotto all’obbedienza. (Nicola Peirano)

Alla sua uscita l’opera ha un successo inaspettato. L’editore Warburg ha stampato solo 25500 copie per la prima edizione, ma in Gran Bretagna vengono vendute in un anno 49917 copie e negli Stati Uniti, dove esce cinque giorni dopo, ben 170mila da Harcourt Brace e 190mila dal Club del libro del Mese, che viene obbligato dall’autore, a fronte dei tagli richiesti dell’appendice e delle pagine Teoria e Pratica del Collettivismo Oligarchico di Goldstein, a una pubblicazione integrale dell’opera.

I recensori inglesi lo accolgono in maniera positiva e i più comprendono il messaggio del romanzo. Veronica Wedgwood su “Time and Tide” e Julian Symons sul “Times Literary Supplement” sottolineano come Orwell non abbia scritto un’utopia né una profezia, ma un avvertimento, e come la sua critica al totalitarismo si rifaccia non solo allo stalinismo ma a ogni forma di dittatura. Recensori come Kate Carr sul “Daily Worker” e Arthur Calder Marshall sul “Teynold’s News” lo giudicano invece un attacco all’Urss travisandone il significato, al pari di coloro che quattro anni prima, sul fronte opposto, hanno fatto di Animal Farm un testo di pura propaganda anticomunista. Queste due ultime tendenze sono ancor più evidenti negli Usa dove, a fronte di recensioni entusiaste ma obiettive, critici comunisti come Sam Sillen si scagliano contro l’opera, mentre la stampa repubblicana, sulla scia di “Time” e “Life”, lo esalta con il fine evidente di screditare il partito laburista. Di fronte a tali stravolgimenti, Orwell risponde con alcuni comunicati stampa e in una lettera al sindacalista Francis A. Henson chiarisce ancora il significato del libro: un atto di accusa contro le aberrazioni di ogni economia centralizzata, ricordando di essere da sempre un sostenitore del Labour Party.

Anche in Italia alcuni intellettuali di sinistra criticano l’opera, su tutti Palmiro Togliatti che nel 1950, sul primo numero di “Rinascita”, discostandosi dalla recensione di Benedetto Croce — in un saggio del 1972 la figlia Elena ricorda come il padre abbia dato al libro un’importanza insolita — su “Il Mondo”, che pubblica il romanzo in appendice, lo definisce «una buffonata informe e noiosa». In Urss è censurato fino al 1988, quando viene pubblicato dal mensile “Novyj Mir”, anche se già dal 1984 il settimanale “Tempi Nuovi” ha rotto il silenzio dello scrittore.

Sebbene con gli anni Sessanta le vendite abbiano raggiunto milioni di copie, ad eccezione del Regno Unito, l’interesse per Orwell diminuisce. Un nuovo boom editoriale arriva nel 1984, ricorrenza celebrata in tutto il mondo, persino in Italia dove finalmente il romanzo raggiunge la notorietà del precedente Animal Farm. Numerose sono le trasmissioni televisive, i convegni, le mostre e altrettante le iniziative editoriali: New American Library presenta un’edizione con prefazione del noto anchorman Walter Cronkite; Penguin Books ne pubblica una nuova che raggiunge le 220mila copie vendute in quattro mesi; Mondadori arriva alla quinta ristampa aggiungendo l’introduzione di Umberto Eco; Secker & Warburg pubblicano l’opera omnia dello scrittore in due edizioni, di cui una di lusso e il facsimile del manoscritto di 1984.

Continua la lettura su Non è un caso che sia successo. Storie editoriali di best seller.

Risultati immagini per 1984 first editionImmagine correlataRisultati immagini per 1984 first edition

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *