Una rivista smilza, un periodico mensile della Bompiani con titolo Pesci rossi e argomento Bompiani, direi, a una prima occhiata. Autori, libri, nuove pubblicazioni, sembra più un house organ che una rivista, se non fosse che gli autori dei pezzi sono pur sempre nomi notevoli del Novecento, e fermo restando che le cose, anni fa, parevano sempre fatte meglio di oggi, anche quelle tendenziose. Mi capita in mano il numero 7-8 dell’agosto 1946. In copertina un accigliatissimo Corrado Alvaro. All’interno la cosa più spassosa sono le pubblicità, legatorie, librerie, mobili per ufficio e quei pezzi non firmati così simili a un moderno gossip, sia pur letterario. Leggiamo che Bilenchi sta riscrivendo Anna e Bruno, e non si placa la polemica – descritta come eccezionale e destinata a fare epoca – fra Quarantotti Gambini ed Eluard. Non male la stoccata (anonima) all’uso della parola pietà da parte degli italiani. Citati i casi di Piovene che pubblica Pietà contro pietà e, curioso, quello di Bigongiari, di cui viene annunciato La pietà, la noia della pietà, che in realtà – a causa di questo articoletto? – avrebbe visto la luce soltanto moltissimi anni dopo, nel 2009, come opera di recupero delle poesie giovanili dell’autore.

@Massimiliano Varnai

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