Ecco un argomento vastissimo, sul quale mai abbastanza si è detto o si dirà. Motivo per cui non sono certo troppi due titoli, Antonio Tosti, Contributo alla conoscenza della stupidità umana, un Sellerio del 1991 e Introduzione alla storia della stupidità umana, di Walter Pitkin, un Bompiani del 1949 che nel titolo originale è ancora più pungente, dato che si parla di Short introduction to the history of humane stupidity. Entrambi epigoni dell’Elogio della follia, il Sellerio è molto piccolo, Collana Il divano, e programmaticamente si sofferma su un solo settore della scempiaggine umana, legato al benessere fisico: creme e metodi miracolosi per combattere e vincere il tempo, le imperfezioni, le malattie.

Molto più lungo e articolato invece il Bompiani, volume V della collana Avventure nel pensiero. Circa trecento pagine di esempi e documentazioni, sotto pomposi titoli di capitoli, quali Archescopia del contagio o Fallacia dell’esame pseudopatoscopico.

Un’altra cosa interessante, e non è da poco, è contestualizzare il libro e valutarlo nel suo momento storico. Annoto dall’introduzione: “Eccoci qui, in quest’anno di grazia 1934, padroni della terra e dell’aria, del fuoco e dell’acqua. (…) Ma siamo noi dei numi? Tutt’altro: demoni piuttosto, e della terra abbiam fatto un pandemonio”. E molto ancora doveva succedere da lì a poco.

@Massimiliano Varnai

 

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