Il generale Puntoni fu per sette anni, fra il 1939 e il 1946, aiutante, (poi primo aiutante) di campo generale di Vittorio Emanuele III. Egli fu dunque, in virtù della sua carica, una delle persone più vicine al re proprio negli anni estremi della monarchia: dall’entrata in guerra dell’Italia imperiale e fascista alla proclamazione della repubblica. Fu un soldato leale, devoto al suo sovrano, e allorché questi partì per l’esilio, egli si ritirò dal servizio, conservando a memoria di quella sua esperienza un diario: questo. Quando nel 1956 venne pubblicato per la prima volta, a puntate su un rotocalco, “Parla Vittorio Emanuele III”, (che di quella pubblicazione conserva il titolo un po’ giornalistico ma nient’affatto indebito), fu un evento di grande risonanza. Il diario di Puntoni consente infatti uno sguardo ravvicinato sulle azioni, le intenzioni, i giudizi del re, ponendosi come fonte storica eccezionale e per molti aspetti tuttora ineguagliata su vicende quali la fine del fascismo, la fuga da Roma di Vittorio Emanuele e del governo Badoglio dopo l’8 settembre, la rinascita della vita democratica nel Regno del Sud. […]

Puntoni Paolo
Parla Vittorio Emanuele III,
Società Editrice Il Mulino, Bologna, 1993

Marta, Udine