Viaggio e sorpresa non sono sinonimi, però aver l’uno senza l’altra è come durare una esperienza mal riuscita.
L’ inaspettato è il maggior premio di un viaggio, naturalmente supponendo un esito positivo.
Questo è certamente un modo di vedere soggettivo, prova di buona fortuna avuta, ma confermato dal libro di Paolo Rumiz La leggenda dei monti naviganti.

Rumiz ha intrapreso un lungo itinerario in automobile. Settemila chilometri, sempre in quota, lungo strade secondarie, attraversando le Alpi da est a ovest e seguendo gli Appennini da nord a sud. Ha visto ambienti naturali, abitati e persone in parte noti, in parte sconosciuti. Ne ha tratto un racconto che dell’originario reportage preserva straordinaria vivacità e immediatezza.
Un tipo di viaggio come questo, così ampio e completo, è molto difficile da realizzare. Rumiz lo ha fatto per noi permettendoci fughe deliziose dalla realtà. Tutte sorprendenti.

 

 

Paolo Rumiz
La leggenda dei monti naviganti
Feltrinelli, 2007