Correva l’anno 1985 quando la Collana Saggi Feltrinelli decise di occuparsi di informatica pubblicando il libro di Charles Platt e David Langford, Micromania. L’irresistibile ascesa degli home computer.

E lo fece munendo il libro di una fascetta che così recitava: “Un libro che racconta davvero gli elementi fondamentali dell’informatica in modo succinto, allegro e comprensibile a chiunque. Ma anche un pamphlet smaliziato e ironico che mette in guardia dalla sempre più diffusa computerdipendenza”. Computerdipendenza, ma guarda che neologismo ante litteram!

Trent’anni e almeno un paio di rivoluzioni dell’informatica ci separano dal libro, ma proprio in questa distanza sta il suo interesse. Il libro risulta persino spassoso a tratti, per quanto ci racconta e come, oltre che per il suo impianto generale, che si avvale di disegni ironici e dell’applicazione del linguaggio stesso in oggetto, il linguaggio dell’informatica, al libro. Per fare un esempio, la numerazione dei capitoli è in codice binario. Il tutto per “creare l’atmosfera autentica e pazzesca della tecnologia avanzata”. Pazzesca sicuramente.

@Massimiliano Varnai

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