Non ho gli strumenti per dire se questo libro di Walter M. Ellis (da non confondere con il serial killer Walter E. Ellis: anche una lettera puntata fa la differenza…), Alcibiade, ECIG 1989, sia in tutto e per tutto filologicamente e storicamente corretto.
Ma in fondo poco importa, perché il suo intento è appassionarci alla figura e al personaggio di un uomo di secoli fa che annovera un bel po’ di biografi, fra coevi e non, e della cui vita indubbiamente ci si è occupati e ci si continua ad occupare.
Vita che tutti concordano a considerare sopra le righe, come quella di un affascinante e brillante, inquieto personaggio.
In generale, penso che il pensiero dell’Ellis sia questo, nascosto nel primo capitolo:
«Alcibiade cercò di essere un leader ateniese nella tradizione di Temistocle e Pericle. Questo fu l’obiettivo primario della sua vita. È vero che il suo comportamento era eccentrico e spesso smodato; è vero inoltre che era un opportunista, ma questa constatazione non deve impedirci di riconoscere la validità dei suoi scopi e dei suoi meriti».
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@Massimiliano Varnai