Il nome O. Henry è un doppio. Uno pseudonimo adottato da William Sydney Porter (1862-1910) nel suo soggiorno per truffa in una prigione dell’Ohio, così da evitare alla figlia Margaret la vergogna dell’infortunio paterno.
Non visse male in prigione O. Henry. Soprattutto imparò a scrivere. Uscito, diventò il più prolifico autore americano di racconti brevi, quasi aneddoti allargati. Li prendeva dalla vita, dalla cronaca e aggiungeva immaginazione e grande capacità nella costruzione del plot, la trama.
Sarebbe stato un ottimo sceneggiatore di fiction televisive, dove azione, suspence e scioglimento a sorpresa nel finale sono indispensabili. Il suo linguaggio è semplice, tutto rapidità e parlato.

Memorie di un cane giallo e altri racconti è un’antologia tratta dalle varie opere dell’autore, pubblicata in Italia da Feltrinelli.
Il libro è tradotto da Giorgio Manganelli, benissimo: "O. Henry" scrive Manganelli nel risvolto "è l’uomo delle vacanze, un entertainer, un nobilissimo corruttore".

O. Henry
Memorie di una cane giallo
Feltrinelli