Dopo più di settant’anni il Mein Kampf, controversa opera programmatica di Adolf Hitler, torna in vendita nelle librerie tedesche il prossimo gennaio.

Si tratta di un’edizione annotata  – 3700 commenti che forniscono un’analisi e un’interpretazione dei contenuti – opera dell’istituto di Storia Contemporanea di Monaco (IFZ)

Il commentario raddoppia il numero delle pagine rispetto alla versione originale.

Nel 1945 – l’anno della morte di Hitler e della caduta del suo regime nazista – vennero stampate oltre 12 milioni di copie del libro e al termine della guerra, gli alleati concessero alla Baviera i diritti d’autore sull’opera.

Si tratta della prima ristampa completa dell’opera, finora vietata per non offendere le vittime dell’Olocausto e le loro famiglie, nonché perché la riproduzione viola la legge tedesca, da cui le annotazioni, per non incorrere in un procedimento penale per istigazione all’odio razziale. Tuttavia, le edizioni in lingua inglese di “Mein Kampf” sono accessibili on-line in pieno e il possesso del libro non è illegale.

Hitler nel libro mostra un pensiero imperialistico e violente, fortemente antisemita ” afferma  Christian Hartmann del IFZ . “Per Hitler, la violenza era il sostentamento dell’esistenza umana.” 

@Antonietta Usardi

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