La storia di Parisina è piccante e tragica.
Moglie giovanissima di Niccolò III d’Este, fu presto disillusa d’uno sposo di cui si diceva: "Di qua e di là dal Po / son tutti figli di messer Niccolò".
La giovane signora però aveva un figlioccio, Ugo, nato di primo letto al marito.
La dimestichezza col giovane la distrasse dalla solitudine del matrimonio e, inevitabilmente, i due si intesero.
Fu lei a iniziare, come racconta la novella di cui scrivo: "La Marchesana bellissima, dolcissime parole usando di modo inescò e abbagliò il misero giovinetto che egli sentendosi crescer roba per casa….etc.etc."
Anche la tresca fu dolcissima fin che durò, poi il Marchese, marito e padre, se ne avvide e tagliò la testa a entrambi.
Bandello ne scrive nella novella XLIV, ambientando il suo narrare a Milano nella casa degli Atellani in un Luglio caldo e propizio ai racconti licenziosi.
Di Parisina scrissero anche Byron e D’Annunzio, inesorabilmente attratti dall’adultera seduttrice.

Matteo Bandello
Le Novelle
Laterza