Luigi Filippo De Pisis Tibertelli, I canti de la Croara, Ferrara, Stabilimento Tipografico G. Bresciani, 1916.

Raccolta poetica di esordio del «marchesino pittore» dedicata a Pascoli, scritta durante le vacanze estive del 1915 e pubblicata nella primavera del 1916, poco prima della sua iscrizione alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. De Pisis la propone inizialmente ad Alberto Neppi delle Edizioni Taddei e, dopo il suo rifiuto, decide di rivolgersi alla Tipografia Bresciani di Ferrara, che stampava la «Gazzetta Ferrarese» e aveva pubblicato l’anno precedente tre suoi libretti sulla pittura ferrarese classica. Il libro viene stampato in 120 copie (più 10 per la tiratura di lusso) e le spese di stampa sono affrontate direttamente dalla madre dell’autore, che si occuperà anche della distribuzione della plaquette. È una semplice brossura di 72 pagine, con 54 poesie di De Pisis e una prefazione di Corrado Govoni. La copertina, oltre a presentare per la prima volta il nome che De Pisis userà per tutto il resto della sua carriera, riproduce anche il suo primo ex-libris: una tavola da erbario con il motto Pulchriora latent. Il libro non mi risulta mai apparso su cataloghi, anche se una copia del volume faceva parte della collezione dispersa di Luigi Olivetti «Archivi del Novecento». Per quanto riguarda le biblioteche, una copia è conservata nel Fondo Reggi del Centro Apice di Milano, un’altra nella Biblioteca della Fondazione Mario Novaro di Genova (con dedica a Mario Novaro, che aveva pubblicato le prime poesie di De Pisis su «La Riviera Ligure»), mentre tre copie sono censite dalla Biblioteca Ariostea di Ferrara (di cui due con dedica).

Lucio Gambetti

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