Vorrei consigliarVi “L’isola dei morti” di Valerio Massimo Manfredi.

La storia prende avvio e ispirazione dal rinvenimento e dallo scavo di due relitti medievali affondati presso l’isola, oggi sommersa in laguna, di San Marco in Boccalama, usata come luogo di sepoltura, se non di discarica, dei morti della peste del 1348.
L’autore raccoglie gli elementi documentali di base di questa importante impresa archeologica, ma rimescola completamente le carte per far partire un’avventura che subito decolla verso la dimensione dell’intrigo, del mistero e della caccia affannosa a un tesoro scomparso.
Non si tratta di monete d’oro e d’argento ne’ di un bottino di guerra dei marinai della Serenissima, ma di un tesoro che nessuna somma di denaro potrebbe mai pagare, un patrimonio dell’anima, l’eredita’ di una mente superiore.
I giovani archeologi, che Manfredi ricolloca nel nuovo scenario, e che pure traggono la loro realistica attitudine da quelli veri, si trovano subito catapultati in una situazione che esige comportamenti, decisioni e spirito d’azione da eroi d’avventura.
Le calli di Venezia e la laguna sono il teatro su cui si muovono gli improvvisati investigatori del mistero, impegnati in una caccia al tesoro arrischiata e pericolosa, dove i concorrenti sono immensamente piu’ potenti e facoltosi ma certo non piu’ determinati.
E’, questa di Manfredi, una storia completamente in linea con il suo gusto narrativo, una storia dal ritmo incalzante, piena di colpi di scena e di inquietanti interrogativi. L’archeologia e’ riproposta nel suo aspetto piu’ intrigante, come investigazione di un passato remoto ma pur sempre vivo e vitale, che improvvisamente puo’ riportare alla luce tesori della memoria capaci di innescare con la realta’ moderna una reazione a catena dagli effetti inimmaginabili.
Volumetto da leggere d’un fiato.

Raffaella – MILANO