Corrado Govoni, Rarefazioni e parole in libertà

Corrado Govoni, Rarefazioni e parole in libertà, Milano, Edizioni Futuriste di “Poesia”, 1915.

La prima testimonianza di contatto tra Govoni e Marinetti è la lettera del marzo 1909, che il poeta emiliano scrive in apprezzamento del Manifesto del Futurismo, diffuso da Marinetti poco più di un mese prima e dalla quale emerge la sua fascinazione per le potenzialità creative del verso libero e per l’antipassatismo. Il suo rapporto con Marinetti riguarda praticamente tutta la sua produzione giovanile. I suoi primi quattro libri sono distribuiti con l’etichetta delle Edizioni di Poesia, mentre per le “Edizioni futuriste di Poesie” vengono pubblicati Poesie Elettriche (1911), la prima antologia I poeti futuristi (1912, dove Govoni compare con sei poesie) e questa ultima raccolta, probabilmente la più compiuta. Il libro, composto nella piena tradizione tipografica futurista, è diviso in due sezioni molto diverse tra loro e distinte anche dai differenti caratteri utilizzati nel titolo: la prima, piuttosto eterea, è disseminata di disegni dell’autore, più tardi definiti “infantili disegnini” (Cangiullo), “ideogrammi ingenui” (Spagnoletti) e “incerte figurine tremolanti” (Echaurren), la seconda, di impostazione parolibera più nettamente futurista, con caratteri di dimensioni e formato diversi, fantasiosamente inseriti nella pagina. Come molti libri futuristi ogni copia dell’edizione ha una fittizia indicazione di migliaio (4°, 5° o 7°), in questo caso in quarta di copertina. Il rilievo di questo libro è anche confermato dalle diverse riedizioni di questa edizione: l’anastatica del 1981, edita dalla Libreria Salimbeni di Firenze in 490 copie complessive, un’altra anastatica in formato più piccolo, in appendice a Lettere a F.T. Marinetti (Milano, Scheiwiller, 1990) e la più recente riedizione del 2008, pubblicata da San Marco dei Giustiniani di Genova.

Lucio Gambetti

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