Oggi di Lawrence David Herbert si direbbe “che hipster!”, recuperando un termine con una sua storia – probabilmente mal attualizzato e riferito semplicemente a chi ha una barba lunga ed è giovane – se si guardasse la foto che sta in quarta di copertina al volume Libri di viaggio e pagine di paese, Mondadori 1961. È il X tomo delle Opere, che constano di ben quattordici tomi totali, tra narrazioni lunghe e brevi, poesie, la vita scritta da Piero Nardi, le opere filosofiche, le pagine di critica.

Ma lui è un romantico d’altri tempi, irrequieto viaggiatore e cercatore, piuttosto che un hipster da apericena milanese con macchinetta full optional in doppia fila. Una figura da riscoprire e rileggere nelle splendide traduzioni di Vittorini Camerino, De Carlo, Giglil e Massa. Questo volume di viaggi poi, è anche una sorta di incantevole guida a un’Italia in via di scomparsa, o forse scomparsa del tutto.

@Massimiliano Varnai

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