libri che non esistono

Libri che non esistono. La tecnica della pseudobiblia

La pseudobiblia è il termine che indica la pratica di citare libri o manoscritti che non esistono come se fossero veri. Una tecnica molto comune in letteratura, che si può ritrovare sia tra i grandi classici, come il supposto manoscritto tradotto del Don Chisciotte, o quello anonimo dei Promessi Sposi, sia tra le pubblicazioni più recenti come il romanzo L’ombra del vento che dà il titolo all’omonimo libro di Zafon fino alla Rowling, ideatrice di titoli interessanti citati in Harry Potter (per esempio Le fiabe di Beda il bardo). La lista è lunga, abbiamo pensato di segnalarvi alcuni dei più famosi. Eccoli qua!

Il Libro rosso dei confini occidentali è il famoso libro redatto da Bilbo Baggins, che comprende Andata e Ritorno. Vengono qui narrate le vicende de Lo Hobbit, La Caduta del Signore degli Anelli e Il Ritorno del Re e che corrispondono a quelle della trilogia tolkeniana. Un libro che non esiste ma di cui ci piacerebbe sfogliarne le pagine.


L’Enciclopedia galattica è un mitico volume che raccoglie tutto il sapere dell’universo e ciascun turista dovrebbe avere con sé prima di intraprendere un viaggio all’esplorazione dell’universo. Compare per la prima volta all’interno del Ciclo della Fondazione dello scrittore Isaac Asimov. Spesso è citata in altre opere di fantascienza, la più famosa della quale è Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams e addirittura in alcuni albi di Superman. Comunque, se avete dubbi, la risposta è 42.


Nel famoso romanzo distopico 1984 dello scrittore statunitense George Orwell, viene nominato più volte il libro Teoria e prassi del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein. Si tratta di un manuale illegale che circola tra il movimento dissidente nominato da Orwell nel suo romanzo e che il protagonista, William Smith, non riuscirà a finire di leggere. In realtà il libro non esiste, ma è bene sapere che Orwell prese spunto da alcune teorie di Trotsky quando introdusse nel suo racconto Teoria e prassi.


Julian Carax è il misterioso autore di una serie di libri che sono stati tutti bruciati. L’unico libro superstite è una copia de L’ombra del vento, conservato in una grande biblioteca di Barcellona negli anni ’40 della Spagna franchista. Il libro e la vicenda, ovviamente, non esistono nella realtà, se non nell’omonimo romanzo di Carlos Ruiz Zafon.


Il Necronomicon – Ex mortis, più conosciuto come Libro dei morti, è stato oggetto di ricerche e citato moltissime volte nella letteratura. Compare per la prima volta nel racconto Il mastino (The Hound) pubblicato nel 1922 da H.P. Lovecraft. Si tratterebbe di una sorta di Bibbia del paranormale scritta dal fittizio poeta “arabo pazzo” Abdul Alzhadred.


Chi non conosce l’avvincente storia infinita? Dà il titolo al romanzo di Michael Ende, ma è anche il titolo del libro che il giovane protagonista, Bastian, ruba a un libraio antiquario. Si tratta di un volume rilegato in pelle sulla cui copertina è impresso il simbolo dell’Auryn. In esso vengono raccontate le vicende della terra di Fantàsia, attraverso l’espediente narrativo di una storia ciclica che, di fatto, la rende una “storia senza fine”.

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