Wuz n. 7, settembre 2002

Beppe Manzitti

Letteratura in fiamme –

l’incendio del deposito

di Belles Lettres


La sera del 29 maggio un incendio inarrestabile sviluppatosi, pare accidentalmente per un corto circuito, nel deposito di libri delle Belles Lettres di Gasny nel dipartimento dell’Eure, distruggeva, insieme al magazzino di 3.000 mq. ove erano custoditi in attesa di essere distribuiti, più di 3 milioni di libri.

Il drammatico evento ha provocato conseguenze gravissime alla Casa editrice Belles Lettres, proprietaria del deposito, ma anche ad una sessantina di piccoli e medi editori francesi, per lo più di “provincia”, che usufruivano del deposito e della Casa editrice per la distribuzione delle proprie pubblicazioni.

Gli studiosi e gli amanti della classicità greca e latina sanno cosa rappresenta il monumentale catalogo delle Belles Lettres e, nel suo ambito, la preziosa collezione Budé di tesori delle letterature dell’antichità. Fondata nel 1919 da un gruppo di docenti universitari che si costituirono in Association Guillaume-Budé, e sostenuta finanziariamnte dagli indusriali francesi, le sue edizioni sono una vera e propria miniera d’oro per bibliofili ed accademici. Tra le perdite più gravi, diverse avevano un valore storico inestimabile come i 12 tomi di testi cinesi dell’epoca Ming redatti nelle vulgate latina e greca e la prima edizione bilingue delle opere di Shakespeare pubblicata tra gli anni 1925 e 1945. La collezione Budé di classici latini e greci ha visto ridotti in cenere esemplari rarissimi degli anni compresi tra il 1921 e il 1960, che erano stati messi in vendita, protetti da eleganti rilegature di pieno marocchino.

Il responsabile delle vendite della Libreria Guillaume-Budé, Bruno Gendre, ha stimato che in 20 mesi potrebbero essere ristampati 800 titoli al ritmo di 40 al mese: cifre che la dicono lunga sulla portata del danno e della perdita economica!

Ma non è finita qui; a questo inestimabile patrimonio andato perduto vanno aggiunte le spaventose voragini aperte nei cataloghi dei piccoli editori (piccoli per dimensioni ma di grande prestigio ed autorevolezza).

I più fortunati avevano le loro edizioni ripartite in più depositi, ma quasi nessuno era adeguatamente assicurato. La raffinata Fata Morgana ha perduto un terzo dello stock (25.000 volumi), L’Echoppe di Parigi, un’associazione senza fini di lucro fondata nel 1984 (200 titoli in catalogo) ha visto andare in fumo 15.000 volumi tra i quali una gran parte della tiratura del suo best-seller del momento, il De Bibliotheca di Umberto Eco (l’allocuzione tenuta per l’anniversario delle Biblioteca Comunale Sormani di Milano), L’Escampette di Bordeaux ha perduto tutto, comprese le novità di giugno arrivate in deposito due giorni prima! E poi Agone di Marsiglia, nata nel 1998, che non ha più alcun esemplare per i suoi 75 titoli (625.000 euro di danno materiale!) e Le Temps qu’il fait di Cognac che non dispone più di della metà del suo fondo e che deve dichiarare come “esauriti” di colpo una cinquantina di titoli!

Il settimanale “Nouvel Observateur” ha lanciato dalle sue colonne un appello ai suoi lettori perché sostengano, con elargizioni liberali o con acquisti del disponibile, le disastrate case editrici e la risposta dei francesi (del resto come potrebbe essere altrimenti in un paese così amante delle patrie lettere e con una così luminosa tradizione editoriale!) ha raggiunto livelli toccanti e sostanziosi di consenso. Sulla stessa rivista alcuni degli editori hanno indicato alcuni “consigli per l’acquisto”; ad esempio la parigina Chandeigne, specializzata in libri di viaggio, raccomanda Le voyage du père Adriano de las Cortes, un gesuita che racconta le sue peripezie per raggiungere Macao dopo essere naufragato sulle coste cinesi nel 1625 o Le Naufrage de Boutekoe, l’odissea, anch’essa risalente agli inizi del Seicento, del nuafragio in pieno Oceano Indiano di un capitano olandese che conobbe disavventure inenarrabili tra cui il… cannibalismo tra compagni di viaggio e la casa editrice Tristram di Auch propone l’appassionante biografia del pittore Pollock, vincitrice in America del Premio Pulitzer.

Il governo francese ha promesso sussidi e possiamo essere certi che verranno erogati; meno ottimisti saremmo sul nostro patrio governo che con ogni probabilità costituirebbe molteplici commissioni d’inchiesta per non approdare a nulla. Forse, ad oggi e dopo svariati secoli, non si sarebbe riusciti neppure a ricostruire la Biblioteca d’Alessandria!

A Pierre Assouline direttore del mensile “Lire”, e con ciò chiudo questa triste relazione, quest’incedio ha fatto pensare a Giordano Bruno ed agli autodafé degli anni Trenta in Germania; in particolare ha voluto ricordare un episodio, quello dello scrittore costretto dalla Gestapo ad assistere al rogo dei suoi manoscritti. Avendo questi domandato in modo garbato ad uno dei poliziotti di rileggere una delle sue pagine, avutone il permesso, corresse una parola, aggiunse una virgola e la lasciò alle fiamme…

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