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Un giovane e sconosciuto legatore di libri di nome Luigi Degli Esposti nel 1899 fondò  la sua ditta di lega-libri in via del Cane a Bologna. Proseguì la sua incessante e importante attività cambiando e ampliando più volte la sede dello stabilimento fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1944. La ditta fu poi amministrata dai figli e successivamente fu chiusa nel 1984[1].

Malgrado il lungo periodo di attività e l’enorme mole di lavoro svolto, non esiste attualmente la possibilità di ricostruire la sua storia nel dettaglio. Tutti i dati inerenti l’attività commerciale provengono infatti solo dall’archivio storico della Camera di Commercio di Bologna, mentre non è stato ancora ritrovato l’archivio privato dell’azienda. Tutto ciò che si conosce quindi sull’attività commerciale ed artistica di Luigi Degli Esposti lo si deve al ritrovamento sul mercato librario dei volumi da lui rilegati, fortunatamente riconoscibili oltre che per l’intrinseca alta qualità anche per la presenza del timbro a secco della ditta sul piatto posteriore della copertina. Un ulteriore e importante contributo proviene dalla testimonianza diretta del maestro legatore Gottardo Cendron che prestò la sua opera negli ultimi decenni prima della chiusura.

Luigi Degli Esposti ottenne vari riconoscimenti proprio per la qualità delle sue legature. Vinse la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Bruxelles nel 1910 e all’Esposizione universale di Torino del 1911 per aver presentato legature in cuoio inciso di alta qualità così come altri importanti legatori italiani dell’epoca. Ottenne poi in dono un gioiello da S.A.R. il Principe Luigi Amedeo di Savoia, Duca Degli Abruzzi per avergli fatto dono di un volume magistralmente rilegato,edito dalla Zanichelli sulla spedizione nel Karakoram e nell’Imalaia occidentale del 1909 (il gioiello e i documenti sono di proprietà privata, mentre il libro è conservato nella Biblioteca Reale di Casa Savoia a Torino). Successivamente continuò a ricevere altre onorificenze.

Si sconosce quasi del tutto quale fosse la sua attività nei primi anni di apertura del suo laboratorio di legatoria: si suppone che oltre alla fornitura di registri, cornici e altro materiale si dedicasse alla legatura di lusso di libri per editori e clienti privati.

Lo dimostra il ritrovamento sul mercato antiquario di un libro edito nel 1905 dalla Zanichelli, rilegato artigianalmente in pelle con fregi in oro in stile liberty, La telegrafia senza filo di Augusto Righi (legatura non firmata, ma riconoscibile grazie ad una rara foto d’archivio di proprietà privata). Ancora al 1908 risale la prima certa collaborazione con la casa editrice Zanichelli per la quale rilegò in mezza pelle il volume dedicato alla biobibliografia di Giosuè Carducci: Albo Carducciano.

Numerosi sono invece i volumi rilegati nello stabilimento dagli anni Venti in poi. Collaborò infatti in quegli anni con numerosi editori elaborando per le loro pubblicazioni legature di lusso con materiali pregiati, in tela, in pergamena o pelle e con fregi impressi in oro ai piatti delle copertine di notevole bellezza.

Zanichelli di Bologna, Cappelli di Bologna, Treves di Milano, Unitas di Milano, la Fionda di Roma, Bottega di poesia di Milano e non solo, furono i principali editori che richiesero l’opera di Luigi Degli Esposti e collaboratori. Artisti molto importanti dell’epoca come Adolfo De Karolis, Antonello Moroni, Diego Pettinelli, Antonio Cisari, Roberto Franzoni, Alfredo Baruffi prestarono la loro opera disegnando splendidi fregi che poi andarono a decorare le copertine grazie alla loro trasformazione in piastre metalliche atte allo scopo.

Furono rilegate le opere di poeti e scrittori, fra i quali si distinguono le legature create per i libri di Gabriele D’Annunzio editi da Treves e da La Fionda; le legature dei libri di Giovanni Pascoli e di quelli di Giosuè Carducci per la Zanichelli (esempi delle legature sono visibili nell’album fotografico).

Antonello Moroni disegnò i fregi per il libro edito da Zanichelli nel 1924: Ex libris di Antonello Moroni.

A. De Karolis disegnò i fregi per la collana dei poeti greci tradotta da Ettore Romagnoli, edita da Zanichelli, e per lo splendido libro Carmina di Giosuè Carducci edito da Zanichelli nel 1914 e pubblicato a causa della Grande guerra nel 1917 (esempi delle legature sono visibili nell’album fotografico).

Tutto il rinnovamento artistico nel primo Novecento si realizzò grazie alla diffusione dei principi che gli artisti aderenti alla corrente dell’art nouveau e successivamente all’art dèco vollero applicare anche al libro. Si diffuse quindi il principio che l’arte doveva essere applicata anche agli oggetti di uso comune come il libro e questa teoria si diffuse in modo particolare nella città di Bologna capitale dell’Aemilia Ars.

Il libro artistico con legature pregiate dominò quindi per molti decenni in tutta Europa e in Italia anche grazie a Luigi Degli Esposti.

Dopo la Seconda guerra mondiale non si ha più evidenza di collaborazione con altri artisti, pur rimanendo eccellenti le legature dello stabilimento di Luigi Degli Esposti. Gli eredi mantennero elevata la qualità dei materiali, della tecnica legatoria grazie anche all’alta professionalità delle maestranze impiegate.

Numerose legature pregiate furono create anche per Sansoni, Giunti Marzocco, La Nuova Italia, Leonardo Da Vinci, Laterza ed altri ancora. Forse fu proprio il costo rilevante (ormai insostenibile in epoca industriale) di questa specifica professionalità artigianale a determinare la chiusura dello stabilimento nel 1984.

A Luigi Degli Esposti va comunque riconosciuto il merito di avere applicato il metodo industriale all’arte della legatura già nel primo novecento riuscendo a mantenere l’alta qualità che caratterizzava da sempre la legatura artigianale.

Domenico Calò

[1] Cfr. la documentazione conservata nell’archivio storico della Camera di Commercio di Bologna.

 

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