cane inferno
Chissà attraverso quale trama o trovata la casa editrice Savelli, piccola indipendente – si direbbe oggi – ma capace di sfornare best-seller come Porci con le ali e di fornire strumenti critici a un’intera generazione che faceva della critica e della vigilanza la propria caratteristica principale, riuscì ad accaparrarsi i diritti delle poesie di un poeta destinato a diventare il più venduto negli anni a venire, Charles Bukowski, conteso e fra le edizioni Guanda e Feltrinelli, minimum fax e Mondadori.
E pensare che non era certo sconosciuto: eran già uscite, e non senza rumore, diverse traduzioni di prose, le Storie di ordinaria follia e il Compagno di sbronze per Feltrinelli 1975 e 1979, il Taccuino di un vecchio sporcaccione per Guanda sempre nel 1979.
Ma, appunto, fu Savelli a pubblicare L’amore è un cane che viene dall’inferno, 182 pagine, testo a fronte, scelta e traduzione delle poesie di Paola Ludovici e Giorgio Mariani, collana Il Labirinto, copertina di Lilli Stenius.
La mia copia purtroppo contiene un timbro finale, che però la rende a suo modo unica: Collegio dei geometri della provincia di Milano. Evidentemente – come dar loro torto – la loro biblioteca andava oltre i trattati di edilizia e gli estimi catastali.
E quale fu dunque il primo verso in italiano, capostipite di una lunghissima fila?
“You, you are a beast, she said – Sei una bestia, mi disse”. Mentre la poesia così conclude: “Bestia, bestia, bestia, che vuoi per colazione?”.
Quel che vi sta in mezzo l’ho epurato, per motivi di spazio e altro.
@Massimiliano Varnai