Nei primi anni ’70 Joseph Roth ebbe una stagione di gran voga. Fu una delle felici riprese della casa editrice Adelphi, allora quasi agli inizi.

Joseph Roth (1894-1939) ‘fu ufficiale dell’ esercito austriaco nella Grande guerra, giornalista (a partire dal 1918) e romanziere. Nel 1933, dopo l’ avvento dei nazisti, fu costretto all’ esilio dalla Germania, dove viveva. Morì a Parigi nel 1939′.

Ne La leggenda del santo bevitore il clochard Andreas Kartak incontra, di notte lungo la Senna, un ignoto benefattore che gli offre 200 franchi. E’ lo spunto per il racconto basato sull’ antitesi tra il dovere/desiderio di ripagare la somma e la realtà di una vita dispersa e dissipata. La definitiva accettazione della sua sorte, da parte del protagonista, lucido nonostante l’ alcol, è una soavissima rappresentazione dell’ abbandono al riposo, che alla fine arriva benchè il debito non venga mai pagato.

Anche senza vite particolarmente dissipate qualche segno di dispersione abbonda pure tra noi. L’ abbandono al riposo è una tentazione seducente.

Joseph Roth
La leggenda del santo bevitore
Adelphi, Milano