Un nuovo caso per Nadia Morbelli

Dopo Hanno ammazzato la Marinin e Amin che è volato giù di sotto, Giunti pubblica un nuovo libro dell’autrice a cui va il merito di aver portato una ventata d’aria fresca nel giallo italiano, un brio nuovo che prima mancava, un ritmo e quel che di frivolo a cui nessuno ancora aveva pensato nell’imbastire la trama di un giallo.

A distanza di un anno torna puntuale in libreria la redattrice più ficcanaso e impertinente d’Italia: Nadia Morbelli, ancora coinvolta suo malgrado, direbbe lei all’ispettore Prini, o con suo grande diletto, verrebbe da pensare al lettore, in un altro giallo dal gusto tutto italiano intitolato La strana morte del signor Merello, edito da Giunti. Cosa succederà questa volta alla nostra Nadia? Perché si sentirà in dovere di svolgere indagini? Chi è il signor Merello?

E l’ispettore Prini sarà coinvolto? Ma andiamo con ordine! Prima di tutto occorre dare qualche informazione sulla protagonista del libro, io narrante e dunque autrice stessa.

Nadia Morbelli è chiaramente un nom de plume: di lei è dato sapere quanto si assume dai libri stessi, ossia che è una redattrice presso un piccolo editore di Genova, laureata in Paleografia che vive tra il capoluogo ligure e il Basso Piemonte. Adora gli aperitivi, la buona tavola e il vino; trascorre le sue serate con le amiche ed ha un fidanzato tanto amato quanto assente, fatto questo che le causa una strana attrazione mal celata e alquanto tormentata per l’ispettore di Polizia Prini, uomo sì un po’ appesantito dagli anni, ma pur sempre assai affascinante. E così metti una passione non manifesta, ma nemmeno poi tanto occultata, aggiungi qualche piatto della tradizione ligure e qualcun altro di quella piemontese, quindi un pizzico di suspence con un giallo casalingo che la brava Nadia non resiste dal seguire ed ecco qua il segreto del successo dei libri della Morbelli.

Storie comuni che nascono dalla vita quotidiana, quelle alle quali all’interno di un giornale avrebbero riservato solo un misero trafiletto, ma che divengono grazie allo stile brillante e ciarliero della nostra fantomatica scrittrice delle vicende avvincenti e molto nostrane, fotografia di un’Italia contemporanea in fase di transizione, eppure ancora attaccata alle tradizioni culinarie e culturali, ma anche percorsa e franta dalle crepe dell’intolleranza nei confronti dell’immigrazione clandestina e non, della diffidenza verso chi viene da un paese lontano dal nostro e per questo, secondo molti, diverso.

Queste le tematiche presenti nei primi due libri Hanno ammazzato la Marinin e Amin che è volato giù di sotto, sempre pubblicati da Giunti in edizioni dalla grafica accattivante e dai colori brillanti. Cosa avverrà adesso?

Nadia Morbelli, che in fondo è una donna mossa da un profondo senso civico e di equità morale, davvero non sembra resistere al desiderio di dare una mano alla Polizia a svolgere le indagini e così ancora una volta scende in campo: il signor Merello morto per aver ingerito funghi velenosi? Come è possibile – si chiede Nadia – se quell’anno di funghi nella zona non ce n’erano affatto? E i Depero originali che il Merello aveva? Perché ne manca uno? Con la sua simpatica petulanza e le sue indagini fatte a suon di chiacchiere e aperitivi la Morbelli non si lascerà intimorire nemmeno stavolta, con buona pace dell’immancabile dottor Prini che, amato o odiato che sia, la nostra Nadia non riesce a tener fuori né dalle sue indagini né dalla sua vita.

Alla Morbelli peraltro va il merito di aver portato una ventata d’aria fresca nel giallo italiano, un brio nuovo che prima mancava, un ritmo e quel che di frivolo a cui nessuno ancora aveva pensato nell’imbastire la trama di un giallo. Insomma la Morbelli è una donna a tutti gli effetti, con le debolezze e la tenacia tipiche del gentil sesso e non è minimamente interessata ad assumere atteggiamenti maschili, bensì porta avanti il suo modo di essere e il suo savoir faire senza nulla rimpiangere.

Lo stile di scrittura poi è ricco di regionalismi tipici del dialetto ligure, di modismi dell’italiano contemporaneo e gergale, ma anche di espressioni di uso comune, meno corrette da un punto di vista grammaticale forse, ma ricche della freschezza e dell’allegria del lessico che si usa la sera, davanti a un aperitivo per l’appunto, tra amiche, nel centro di una delle nostre belle città.

Serena Bedini

Potete acquistare il libro su Maremagnum qui: La strana morte del signor Merello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *