A pesca nel MareMagnum

La separazione degli amanti

La separazione degli amanti I Paperbacks Einaudi sono una miniera ricchissima. La Collana nasce nel 1969 e a ritmo di 5-7 volumi all’anno, negli anni Ottanta supera abbondantemente i 200 titoli.

Libri solidi, essenziali, titolo in nero su sfondo bianco, un quadrato blu, per un volume che di media, direi, si assesta sulle trecento pagine. Saggi specialistici, ma spesso in grado di attrarre pubblico fuori dalla propria disciplina. Molta filosofia, ma anche linguistica e arte, e un notevole filone di antropologia.

Questo La separazione degli amanti. Una fenomenologia della morte, Einaudi 1988, di Igor Alexander Caruso (russo di origini italiane) è un libro molto bello che affronta la catastrofe esistenziale della perdita dell’altro, nel caso in cui l’altro sia la persona amata tutta un’esistenza.

Dall’introduzione scopriamo che avrebbe persino dovuto esserci un capitolo finale dedicato all’utopia dell’abolizione della separazione, vale a dire dell’abolizione delle morte, utopia che in qualche modo fa parte dell’analisi stessa delle dinamiche della separazione, ma – ci dice l’autore – utopia troppo ardua e scioccante per esser sbrigata in un solo capitolo.

Interessante anche un’annotazione dell’autore secondo la quale “fenomenologia”, termine utilizzato nel sottotitolo, non ha attinenza con le scuole filosofiche: curioso caso di rivendicazione del diritto di usare una parola scevra dal significato che in quel momento le viene attribuito.

@Massimiliano Varnai

Il libro è disponibile su MareMagnum.com

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