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Noemi Veneziani (classe 1991), bibliofila, editor e articolista, coopera con Maremagnum e con la Virginia Woolf Project. In occasione del Salone della Cultura 2020, ha partecipato come relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita.

L’insolenza e l’audacia.

Sul disordine dei nostri libri

«Cos’è una libreria? Un contenitore di libri, per i libri, certo: un mobile dove riporli e conservarli. Ma non solo questo».

C’è chi ha fatto della propria libreria un vero tesoro, un ritratto di se stesso, un’esternazione della personalità di colui o colei che se ne prende cura e che, nella maggior parte dei casi, prova un forte desiderio di “ordine” spesso irraggiungibile, specie quando la quantità di volumi custoditi inizia a farsi sempre maggiore fino a dare vita a vere e proprie biblioteche.

È dunque possibile parlare di “ordine” quando sono i libri stipati in scaffali sempre più affollati a essere i soggetti della discussione?

Dopo aver raccontato in poche pagine la storia dei segnalibri corredata da significative immagini, Massimo Gatta ritorna presentando ai lettori un’interessante riflessione circa i «problemi bibliorganizzativi» di coloro che desiderano “fare ordine” nei propri scaffali.

Partendo dalle prime tavolette d’argilla per arrivare ai più moderni e-book, passando per per il rotolo (volumen), il codex e i fogli in pergamena rilegati, in L’insolenza e l’audacia. Sul disordine dei nostri libri edito da Graphe.it edizioni, Gatta si sofferma sul seme responsabile di questo desiderio che pare potersi identificare nel timore di smarrire i propri libri o quelli degli altri se non ben collocati secondo un rigido ordine, condizione che, per altro, può essere rovesciata in men che non si dica.

È sufficiente infatti che l’ultimo libro acquistato venga posizionato “a caso” all’interno della libreria perché l'”ordine” si trasformi in “caos”.

“Caso”, “ordine” e “caos” sono termini molto interessanti su cui fermarsi a riflettere poiché sottintendono implicazioni ben più grandi del loro modesto apparire.

Come si accennava poc’anzi, in molti casi, il contenuto delle nostre librerie non è che una concretizzazione del «paesaggio mentale» di ognuno di noi.

Ciò detto, ricorda Gatta, va da sé che esista una connessione tra la necessità di ottenere un ordine esterno per raggiungere la medesima condizione di tranquillità ed equilibrio interiore: se la nostra libreria è in ordine, lo sarà anche la nostra mente.

Bibliotecario, Giuseppe Arcimboldi, 1562

«Se il Dio dei libri esiste – me lo immagino come il Bibliotecario dipinto dall’Arcimboldi, un grande volume in folio al posto di spalla e braccio, segnalibri come dita, il volto composto da piccoli libretti, un dorso per naso, due plaquette per labbra e folte pagine bianche aperte per capigliatura – pretenderà dai suoi adepti furore, passione e Babilonia».

È con queste parole che Luigi Mascheroni, nella prefazione, decide d’introdurre i lettori a una spinosa questione come quella che viene successivamente trattata con attenzione agli approfondimenti segnalati per mezzo di un nutrito apparato di note e a una esaustiva bibliografia.

Tenere in ordine i libri è una vera e propria arte in cui non solo il bibliotecario Melvil Dewey, inventore di una tecnica di catalogazione basata sul sistema decimale (DDC), ma anche personalità note del mondo dei libri, come Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Raffaele Mattioli, Adriano Olivetti e tanti altri, si sono cimentate creando dei veri e propri «scaffali celebri» – argomento a cui l’autore dedica un intero paragrafo scendendo nei dettagli per quanto possibile e lasciando al lettore ulteriori indagini.

Oltre a scaffali più o meno noti e biblioteche sui generis – si fa riferimento, tra gli altri, alla libreria segreta di D’Annunzio, alla biblioteca da ascoltare di Giovanni verga e a quella composta da eleganti scatole nere del celebre Ian Fleming – Gatta sottopone all’attenzione del lettore anche i vantaggi che si possono trovare nel “disordine”, come il garantire alla propria libreria un buon miscuglio di generi, colori e autori dovuto proprio all’assenza di una regola rigida da rispettare; colpisce in particolare l’usanza di posizionare libri scritti da uomini e donne su scaffali differenti e ben distanziati a patto che questi, nella vita reale, non fossero uniti nel sacro vincolo del matrimonio.

Scorcio della biblioteca D’Annunziana presso il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera

La scelta tra “ordine” e “caos”, sembra dunque essere rimessa nelle mani dei legittimi proprietari – o custodi – ai quali viene tuttavia dato il consiglio di assurgere come stella polare l’idea di collocare i propri libri perché essi possano facilmente essere ritrovati quando e se necessario, poiché sottrarre tempo alla lettura non costituisce mai un vantaggio, «[…] in fondo a un ordine rigoroso ma ossessivo è forse preferibile un anarchico disordine creativo» in cui libri letti e non letti – perché, si sa, chi ha molti libri difficilmente riuscirà a leggerli tutti in un unica vita, come ebbe modo di argomentare lo stesso Umberto Eco – possono creare intorno a colui o colei che vi si trova immerso un piacevole senso di benessere utile a preparare la mente a ricevere il proprio nutrimento.

Il libro è disponibile su Maremagnum.com clicca qui
e sul sito della Casa Editrice Graphe.it clicca qui

Per leggere «Breve storia del segnalibro. L’avventura del segnapagine raccontata nel saggio di Massimo Gatta» clicca qui

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titolo: L’insolenza e l’audacia
sottotitolo: Sul disordine dei nostri libri
autore: Massimo Gatta
collana: Parva [saggistica breve], 23
editore: Graphe.it
pagine: 112
prezzo: 8,50 €
pubblicazione: 06/2021
ISBN: 9788893721325

L’AUTORE – Massimo Gatta (Napoli, 1959) è bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise. Studioso di editoria del Novecento, tipografia privata, bibliografia, grafica aziendale, storia della carta, storia della libreria, storia della bibliofilia e di aspetti paratestuali del libro. Nell’ambito di tali settori ha organizzato diverse mostre bibliografiche. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e riviste del settore. Fa parte del comitato di redazione di «ALAI. Rivista di cultura del libro», organo dell’Associazione Librai Antiquari d’Italia e della Collana “Piccola Biblioteca Umanistica”, edita da Olschki e del comitato scientifico de «la Biblioteca di Via Senato». È direttore editoriale della casa editrice Biblohaus di Macerata, specializzata in bibliografia e bibliofilia. Per l’editore Palladino di Campobasso ha diretto la Collana “DAT – Documenti d’Arte Tipografica”. È autore di circa cinquecento pubblicazioni, tra le ultime: L’Aldo degli scrittori. La figura e l’opera di Aldo Manuzio nell’immaginario narrativo (secoli XVI-XXI), (Biblohaus, 2018), Metallibri. Latta, ferraglia & bulloni nell’editoria futurista (Biblohaus, 2018), Segnalibro (Babbomorto editore 2018) e Librai, librerie et amicorum. Appunti per una bibliografia (Biblohaus, 2018), Come e perché mantenere in perfetto disordine i propri libri (FuocoFuochino, 2019).

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