Matteo Zanini nasce sotto il segno dei Pesci, a marzo. Cresce con i libri e il profumo dei boschi e decide, poi, di prendere in mano la penna per raccontare le sue storie. Ha pubblicato La notte delle fate, Irraggiungibile, Istantanee, Catherine, Disincanto e Benzina estetica sul mondo. Trova conforto nella cucina, nelle passeggiate e nella letteratura classica inglese. Ha il sogno di vivere della sua penna; nel frattempo, si circonda di carta, inchiostro e tuffi d’immaginazione.

La Sublime Costruzione

È possibile pensare a un’Odissea contemporanea? E cosa potrebbe prevedere il vagabondare di un Ulisse attuale? Il fine ultimo del viaggio rimarrebbe il medesimo? Gianluca di Dio fonde il richiamo dell’epica all’attrattiva della distopia proponendo La sublime costruzione – edito Voland, collana Intrecci – al suo pubblico dalle orecchie tese, in ascolto del verbo di un Omero del XXI secolo. È al personaggio di Andrej Nikto – un profugo di guerra – che l’autore affida il timone dell’immaginaria nave (che nella finzione narrativa proposta da La sublime costruzione si tramuta in una sgangherata “corriera” nivea) e, insieme, la gestazione del percorso; con lui e con il suo fedele amico Årvo – forse, un richiamo ad Argo, il cane di Ulisse, l’unico che riuscì davvero a riconoscerlo dopo il suo rientro a Itaca e che lo aspettò fino all’ultimo battito? – avrà, quindi, inizio una quête che oltre a possedere richiami omerici strizza l’occhio ai poemi cavallereschi e alle gesta degli eroi di un passato letterario a cui Gianluca di Dio si ispira chiaramente.

La corriera parte con una promessa insita nel viaggio stesso, un patto silente che può riecheggiare nel quotidiano di ciascuno di noi: il miraggio del benessere economico, l’illusione di una stabilità professionale, un cantiere perenne – la Sublime Costruzione, per l’appunto – dove tutti avranno la propria occasione, dove chiunque potrà trovare il proprio posto nel mondo, un progetto universale che, per concretizzarsi, chiede solo fiducia, la medesima che Andrej e i suoi compagni di viaggio dovranno accordare all’ignoto che li attende.

Capitolo dopo capitolo, Gianluca di Dio proporrà le sue versioni di alcuni dei momenti topici dell’Odissea (l’incontro con i mangiatori di Loto, il periodo di stasi presso l’isola della maga Circe, il confronto con il Ciclope, la resistenza al suadente canto delle Sirene – per citarne alcuni), che saranno re-interpretati e incasellati tra le vicissitudini dei “naviganti metaforici”, individui in movimento che, attraversando cinque tappe, impareranno qualcosa di sé, degli altri e del mondo che assieme a loro si sposta – fino all’epilogo, fino all’agognato arrivo e, forse, alla presa di coscienza più importante e universale, che si condensa nel paragrafo di chiusura del romanzo

[…] fino all’ultimo dovremmo apparecchiarci a un interminabile cammino di speranze. In questo viaggio astruso e senza ritorno, forse mostruoso, ma che immancabilmente dischiuderà la vita e la sua immutabile bellezza. Un viaggio che condurrà ancora e sempre a una sublime costruzione.

e che ci congeda con l’interrogativo e, insieme, la riflessione che riassume tutta l’intenzione di questo testo: la Sublime Costruzione è l’esito di una vita poco prima dell’arrivo della morte?

Il libro è disponibile sul sito della casa editrice Voland (clicca qui)


 

 

 

 

 

 

 

 

titolo: La Sublime Costruzione
autore: Gianluca di Dio
collana: Intrecci
editore: Voland
pagine: 224
prezzo: 16,00 €
pubblicazione: 10/2021
ISBN: 9788862434645

L’AUTORE – È nato a Parma e vive a Bologna. Ha pubblicato scritti su varie riviste e quotidiani. Un suo testo teatrale, J.C. Woyzeck: un cane smarrito si aggira per l’Europa, è stato tradotto e pubblicato in Germania. Nel 2003 è uscito con il primo romanzo L’Emiliano innamorato (Fernandel) e Senza titolo (ART’È), rap poetico dedicato a Jean-Michel Basquiat. Nel 2010 ha pubblicato il suo secondo romanzo, Prospero (Italic-Pequod).

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