Gianluca Corrado

In credito di sole

La Torre dei Venti
Recensione di Stefano Guidi

Questo libro è davvero particolare. O almeno, mi sembra che lo sia. Dico subito che è uno di quei libri che fanno venire voglia di essere letti, quindi è un “bel” libro, di cui si apprezzano l’inventività, l’intelligenza, la scrittura, e questo basterebbe a dargli una collocazione importante nella propria libreria. Però c’è anche che, appunto, ci tira un’aria che non è quella solita del racconto classico. È che qui, e soprattutto nei primi racconti, mi sono arrivati dei segnali di… non so ancora come definirla ma mi sembra metanarratività: giocosa e un po’ dadaista metanarratività. Ad esempio, quei finali con quelle morti che non t’aspetti… a sorpresa… mi sembra si posizionino tra i due estremi di:

a) il “racconto arbitrario” di stampo surrealista di cui parla Gérard Genette: «La marchesa chiese la carrozza e si mise a letto», con evidenti fughe dal quel “principio di realtà” la manomissione del quale anima l’ultima, divertentissima storia tennistica a chiusura del libro;

b) il racconto a tragicità fortemente semiotizzata e un po’ mélo, talmente semiotizzata da farli assomigliare, i racconti, a piccoli romanzi d’appendice o a microfiction televisive.

Il bello è che, però, il tutto oscilla fra queste due posizioni esteticamente antitetiche senza accucciarsi mai né dall’una né dall’altra parte. E mi sembra ci sia anche un (divertito?) compiacimento nello sfiorare la seconda di queste due posizioni.

Forse eccedo, sbaglio lettura, ma questo è ciò che mi è arrivato. E a proposito di arrivare, c’è da dire che alcuni di questi racconti arrivano con forza. Succede, per dirne uno, con Il cugino Guelfo, uno dei meglio riusciti, con una perfidia che mi ha ricordato Il barile di Amontillado di Poe, o con Catoblepa, che in classifica metterei a pari merito con il precedente, ammorbato da traballanti luminescenze alla David Lynch, da nebbiosi miasmi alla Guillermo del Toro.

Divertimento, ho ipotizzato qui sopra un po’ azzardando, di un autore che gioca alle tre carte con i generi e gli stilemi della narrazione, e del quale gioco illustra a mezza voce, sornionissimo, la regola sottesa: «Magari i plot, i segreti dei personaggi e delle atmosfere non attingevano a bacini sofisticati, a soluzioni assillate dal dejà-vu della tradizione e più o meno nevroticamente orientate a sorprendenti forme alternative…». E che alla fine verifica, qui davvero rasentando la perfidia psicologico-sperimentale del don Enrique dell’ultimo capitolo, quanto di quella regola il suo lettore ha acchiappato.

Ops, ho detto ultimo capitolo, mentre nella disposizione editoriale del libro quello, oggettivamente, è “solo” l’ultimo racconto. Perché questa è una raccolta di racconti, no? Oppure… oppure, sì… oppure Corrado ci ha preso per il bavero per centottantacinque pagine e ci ha fatto credere di aver giustapposto undici storie concluse mentre invece stava sviluppando… un romanzo, con l’ultimo capitolo, l’undicesimo, che svela il senso dei precedenti dieci? Al che, arrivato alla fine, uno si domanda: ma Mimì ha ucciso davvero Anna? E Caterina muore realmente? E il cravattaro?

Sbaglio? Vai vai, ti conosco mascherina!

 

Stefano Guidi
Stefano Guidi, classe 1956, è stato per lunghi anni funzionario editoriale presso una casa editrice fiorentina.

https://www.facebook.com/stefano.guidi.90834

Il libro è disponibile sul sito della casa editrice La Torre dei Venti (clicca qui) e su Maremagnum.com (clicca qui).


titolo: In credito di sole
autore: Gianluca Corrado
editore: La Torre dei Venti
pagine: 192
prezzo: 13,00 €
pubblicazione: 2022
ISBN: 979-12-80053-30-5

L’AUTORE – Gianluca Corrado è nato a Viareggio nel 1968. Laureato in filosofia, vive a Firenze, dove lavora nell’ambito editoriale. Ha pubblicato una decina di saggi, tra cui: La follia in scena (2008); Morire altrimenti. Riflessioni filosofiche (2010); Il sé come se. Incontro, ricordo, desiderio (2011); La differenza del segno. Una semiotica altra nel Giappone di Roland Barthes (2021, tutti con le edizioni Solfanelli); Il silenzio all’opera. Roland Barthes e Maurice Blanchot (Mimesis, 2012); Processo alla verità o processo della verità? Il giudizio tra filosofia e diritto (Edizioni ETS, 2019). In credito di sole rappresenta il suo esordio narrativo.

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In credito di sole
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In credito di sole
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